Matteo Bassetti: “Green Pass è diventato un tamponificio”/ “Così è una fregatura!”

- Alessandro Nidi

Matteo Bassetti si scaglia contro il Green Pass: “Bisognava essere più duri e seguire l’esempio della certificazione verde francese”

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Matteo Bassetti (Oggi è un altro giorno, 2021)

Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, è intervenuto in collegamento con la trasmissione di Rai Uno “Oggi è un altro giorno”, condotta da Serena Bortone. L’infettivologo ha detto la sua sul caso della sospensione della dottoressa Marina Valmorbida, che si è detta contraria ai vaccini anti-Covid perché “fatti con cellule embrionali”: una fake news smentita nel corso del programma pomeridiano della rete ammiraglia e, in merito alla quale lo stesso Bassetti è intervenuto a gamba tesa.

“Le modalità di produzione dei vaccini sono le stesse che vengono usate in altri campi. O stoppiamo la medicina moderna oppure… Mi spiace che una collega chiuda la porta al progresso scientifico. Per quanto riguarda il vaccino mRna, non c’è nessuna cellula abortiva utilizzata per la produzione di quei sieri. Non solo è una grandissima stupidaggine, ma ci si chiude al progresso con questo atteggiamento, che mi spiace provenga da un medico”.

MATTEO BASSETTI: “TUTTI SI POSSONO VACCINARE, TROPPI SI INVENTANO SCUSE”

Bassetti, successivamente, ha reso noto che, di fatto, non ci sono troppe persone che non si possano vaccinare contro il virus SARS-CoV-2: “Solo alcune categorie di grandi allergici, ma anche per quelli, con la presenza di medici e defibrillatori, siamo riusciti a fare regolarmente i vaccini. Chi produce queste condizioni, alla fine, si sta solo inventando scuse per non vaccinarsi. Se sono 30mila in Italia coloro che non si possono vaccinare, sono tanti”.

Bassetti ha rivelato poi di avere firmato una petizione per l’obbligo del vaccino: “Questo Green Pass mi piace sempre meno, è diventato un tamponificio. L’Italia dovrà fare 12-15 milioni di tamponi alla settimana, ma non siamo in grado di farli, perché così facendo sottrarremo tempo alla diagnosi e al tracciamento. La carta verde fatta così è una fregatura per chi si è vaccinato: se si voleva fare le cose per bene, bisognava seguire l’esempio francese, escludendo la possibilità dei tamponi. Bisognerebbe essere più duri”.



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