Matteo Bassetti/ “Morti per Covid? Dobbiamo cambiare modo di refertare: ecco perchè”

- Carmine Massimo Balsamo

L’infettivologo Matteo Bassetti a Oggi è un altro giorno: “In molte regioni abbiamo raggiunto il picco. Sulla variante Omicron…”

matteo bassetti
(Oggi è un altro giorno)

«Ma perché si continua a mettere la mascherina? Si fidi di me, sono un infettivologo, si tolga la mascherina»: inizia così l’ospitata di Matteo Bassetti a Oggi è un altro giorno. Il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale policlinico “San Martino” di Genova ha infatti ironizzato sulla mascherina indossata da Serena Bortone, come previsto dalle disposizioni della Rai, fornendo lo stesso parere dato lunedì: non serve.

Poco dopo, Matteo Bassetti ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica: «Omicron sta crescendo molto soprattutto nei contesti extra-ospedalieri, mentre in ospedale la Delta resta importante. Omicron spunta tra i nuovi contagi di persone non ricoverate. È una variante più contagiosa ma meno letale. In molte regioni abbiamo raggiunto il picco. Purtroppo i decessi sono ancora tanti ma sarà l’ultimo dei numeri a scendere».

MATTEO BASSETTI SUL NUMERO DI DECESSI

Matteo Bassetti si è poi soffermato sul dato dei decessi: «Oggi non possiamo contare i decessi come li contavamo sei mesi fa, con il 10% della popolazione asintomatica. Molti decessi considerati come Covid, in realtà sono asintomatici e hanno altri problemi. Bisognerebbe cambiare la modalità di come si refertano: il modulo che ogni medico compila quando muore un paziente se tra le cause accessorie barri la positività al Covid, automaticamente il malato è morto di Covid. Ma chi entra in ospedale per un incidente o per un’operazione non è morto per Covid».

Matteo Bassetti ha poi tenuto a precisare per evitare incomprensioni: «Oggi la situazione è totalmente diversa: sei mesi fa avevamo quasi unicamente persone sintomatiche, mentre in questo momento, avendo così tante persone asintomatiche, quindi senza polmonite da Covid, le persone entrano in ospedale per le cause più svariate ma noi continuiamo a classificarle come sei mesi fa. I 130 mila morti ci sono e li dobbiamo piangere tutti, ma oggi dobbiamo cambiare questo report, che ci fa essere ultimi in Europa».





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