Matteo Renzi progetta caduta di Conte?/ Telefonata segreta: “Ad agosto lo butto giù”

- Alessandro Nidi

Clamorosa indiscrezione: l’ex premier potrebbe decidere di favorire la caduta del Governo Conte qualora si verificasse una precisa situazione…

Matteo Renzi foglio discorso lapresse 2020
Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio (Foto LaPresse)

Matteo Renzi e il retroscena che non ti aspetti (o forse sì). A rivelarlo, nella sua edizione di oggi, lunedì 6 luglio 2020, è il quotidiano “La Repubblica”, che racconta di una cena fra parlamentari renziani avvenuta presso una pizzeria gourmet ubicata alle spalle di Campo de’ Fiori e impreziosita dalla presenza sulla tavola di focaccia calda e Franciacorta freddo di benvenuto. La testata spiega che al tavolo vi è anche una celebre renziana, che, a un certo punto della serata, decide di narrare a tutti il contenuto della telefonata intercorsa fra lei e l’ex presidente del Consiglio italiano. Queste le sue parole: “Devo raccontarvi di Matteo. Era in grande forma. Allora: ha iniziato la telefonata spiegandomi che non ci conviene far cadere il Governo adesso e che, anzi, dobbiamo essere pappa e ciccia con Palazzo Chigi. Poi mi ha salutato dicendomi che però, se grillini e Partito Democratico insistono con il sistema proporzionale, sceglie un pomeriggio di agosto a caso e Conte lo butta giù.

MATTEO RENZI FA CADERE CONTE?

Logico che, al di là di quanto riferito sopra, Matteo Renzi attui le proprie mosse e giochi le carte a lui più congeniali per tenere in vita “Italia Viva“, partito che viaggia intorno a una media pari al 3% dei consensi e per il quale una soglia di sbarramento al 5% sarebbe inevitabilmente fatale. Vero è, però, che il politico toscano ha abituato gli italiani in questi anni a cambiare spesso idea. Alcuni esempi li fornisce proprio “La Repubblica”, che ricorda come prima l’ex premier avesse giurato di non voler abbandonare il Pd (parlò addirittura di “fantapolitica”), salvo poi fondare una nuova realtà dal nulla (Italia Viva), divenuta la quarta forza di Governo. Oppure, il caso Bonafede, per il quale il 20 maggio, a Palazzo Madama, era in programma la votazione della mozione di sfiducia. Renzi annunciò che avrebbe votato proprio per far cadere il Governo Conte, salvo poi ritornare sui propri passi “per senso di responsabilità” nei confronti del Paese e di tutti gli italiani.

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