Maturità 2023/ Studenti protestano contro il ritorno dell’esame pre-pandemia

- Sabrina Maestri

La maturità 2023 annunciata dal Ministro Valditara sta generando malcontento tra gli studenti, che si dichiarano pronti anche alla mobilitazione se non fossero ascoltate le loro richieste.

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Il primo quadrimestre non si è ancora concluso ma già si parla di esame di maturità 2023. Abbiamo già infatti riportato la notizia, annunciata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, secondo cui essendo usciti dall’emergenza pandemica non ci sarebbe più l’esigenza di prevedere modalità semplificate dell’esame. Ricordiamo infatti la sola presenza del colloquio orale nel 2021 e 2022, con l’attribuzione di 60 crediti durante il percorso scolastico e 40 crediti all’orale. Nel 2023 si torna quindi al periodo pre-pandemico, con lo svolgimento di 2 prove scritte e una orale, e il conferimento di un massimo di 40 crediti durante il percorso scolastico e 60 alle prove. Gli studenti però non ci stanno.

La decisione di Valditara ha suscitato polemiche nel mondo studentesco, che sarebbe perfino pronto alla mobilitazione qualora non venissero prese in considerazione le richieste di modifica. Molte le associazioni infatti che hanno espresso perplessità e che vorrebbero che almeno ci fosse un confronto col Ministro stesso.

Studenti contrari all’esame di maturità 2023 : quali sono le motivazioni

La motivazione principale della protesta ruoterebbe intorno alla mancata attenzione rivolta al percorso di studio quinquennale svolto, rimettendo la valutazione, in un qualche modo, alla sorte, facendo dipendere il destino di ciascuno studente dall’estrazione di una busta e attribuendo il maggior numero del punteggio al solo svolgimento delle prove d’esame. Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha infatti definito ‘antiquata’ la prevista procedura di maturità, senza che il periodo di pandemia possa aver dato lo spunto per ripensare i metodi scolastici in maniera sistematica.

A nulla è valso nemmeno l’incontro tenutosi lo scorso 13 dicembre tra il Ministro dell’Istruzione e l’Ufficio di Coordinamento Nazionale delle Consulte Provinciali degli Studenti, durante il quale, sebbene siano state esposte le varie ragioni, i delegati non sono riusciti ad approfondire in maniera tecnica le varie questioni. L’accento è stato posto comunque sull’esigenza di una rivisitazione dello svolgimento dell’esame di stato, con un ripensamento nell’attribuzione dei crediti. Ma non solo. Gli studenti hanno chiesto anche che la Commissione d’Esame possa essere interna, con un presidente esterno di garanzia .





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