Meeting di Rimini, Gian Carlo Blangiardo/ I giovani hanno smesso di cercare lavoro per colpa del Covid-19

- La Redazione

Meeting di Rimini 2020, Gian Carlo Blangiardo parla di giovani che hanno smesso di cercare lavoro, un fenomeno preoccupante dall’era post Covid-19.

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Durante la presentazione del Meeting 2020 (Foto R. Masi)

“Il capitale umano – ha aggiunto Blangiardo – va formato e messo in condizione di produttività” ha detto il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, intervenuto oggi al Meeting di Rimini.

“Ci sono molti – ha spiegato il numero uno dell’Istat – che non si offrono neppure perché pensano che tanto non ne valga la pena”.

Lo scoraggiamento di chi ha smesso di cercare lavoro: è il fenomeno “preoccupante” che sta emergendo dopo la fase più acuta del Covid-19 che ha visto, da febbraio a oggi, una perdita di 600mila posti di lavoro solo in parte recuperata nei mesi seguenti. “Un trend crescente”.

I giovani vanno aiutati a stare su linee lavorative che hanno mercato. In questo modo si offrono le giuste possibilità e condizioni ideali per la loro valorizzazione in Italia”.

Blangiardo ha evidenziato la fuga dei “nostri giovani, con un alto grado di formazione, all’estero perché non siamo stati capaci di dare a questo capitale umano di valore una posizione giusta per fare sviluppo nel nostro Paese”. Da qui l’invito alla politica affinché cerchi “con un po’ di fantasia e professionalità, di valorizzare l’importante contributo che i giovani possono dare per la ripresa” dopo la crisi causata dalla pandemia. “Il mestiere della politica è proprio quello di darsi da fare per capire come valorizzare questa risorsa”.

Blangiardo ha poi fornito alcuni dati relativi al “lavoro da casa” che ha avuto un incremento “in marzo del +8,1% e del 14,1% in aprile”. “È più frequente nelle donne che negli uomini. Non è inoltre semplice riadattare gli spazi di lavoro. Per quanto riguarda le competenze tecnologiche, in Italia le abbiamo, ma rispetto agli altri Paesi siamo ancora indietro. Internet in Italia è usato al 74% contro l’oltre 80% nel resto dell’Ue. Il lavoro a distanza può aiutare ma – ha avvertito il presidente dell’Istat – ci sono anche controindicazioni, come le minori occasioni di socialità e cambio di ambiente. Prendiamo atto di una lezione importante ma rendiamoci conto che c’è anche un rovescio della medaglia, dobbiamo valorizzare gli aspetti positivi ma tenere conto anche delle problematicità. La strada è ancora lunga”.



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