METAVERSO/ Tra NFT e Real Estate, alla scoperta del nuovo mondo virtuale

- Giuseppe Di Rosa

La parola metaverso, al momento sconosciuta a molti, sarà fra qualche anno utilizzata nei più disparati contesti e comparti

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La sensazione di trovarsi in un altro luogo, che sia immaginario o meno, potrebbe fra poco essere parte integrante della nostra routine o almeno di parte della popolazione mondiale. La parola metaverso, al momento sconosciuta a molti, sarà fra qualche anno utilizzata nei più disparati contesti e comparti (non solo) economici.

Il cambio di direzione della società presieduta da Mark Zuckerberg, il nome della quale è stato modificato a favore di “META”, verso un mercato ancora puro e con pochissima concorrenza può intuitivamente stimolare i vostri pensieri circa il reale valore ricavabile da tale settore in via di esponenziale sviluppo.

Subito dopo l’annuncio di Meta quasi tutte le “big tech” hanno preannunciato la loro futura presenza in tale mercato presentando prototipi e video illustrativi. Tra questi spiccano il nome di Microsoft, che implementerà l’utilizzo dei prodotti Office (Excel, PowerPoint, ecc.) all’interno del suo metaverso, Google, Apple e non solo. Per alcune di queste società uno dei punti di forza del metaverso è rappresentato dalla possibilità di continuare a utilizzare la modalità di smart working, come, però, se ci si trovasse all’interno degli uffici aziendali, stavolta virtuali.

Ad alcuni il tutto può sembrare ridicolo o a dir poco impossibile, tuttavia visto il periodo storico e il connesso utilizzo dello smart working questa soluzione potrebbe anche essere la giusta via di mezzo per coloro i quali sono impossibilitati a viaggiare o a lavorare all’interno degli uffici aziendali. Da questo punto di vista il fondo di investimenti Grayscale, uno dei più importanti fondi comuni che tratta valute digitali, ha affermato che attualmente il valore del web 3.0 si aggira attorno ai 28 miliardi di dollari contro le stime effettuate da Facebook che lo valorizzano per un ammontare di 900 miliardi.

Oltre alle grandi compagnie tech anche società operanti nel campo della moda hanno deciso di sfruttare il metaverso a scopo (non solo) pubblicitario. Tra queste troviamo Nike e Adidas, le quali hanno spostato il loro “duello” all’interno del mondo digitale. Difatti, entrambe hanno presentato e commercializzato le loro collezioni NFT (Non-Fungible-Token, ovvero token non fungibili) rappresentate da sneakers limitate utilizzabili dagli avatar virtuali dei consumatori. La società di calzature statunitense è subentrata per prima nel metaverso lanciando Nikeland, una realtà digitale appartenente al metaverso di Roblox nella quale è possibile per i giocatori sfidarsi con i propri avatar, i quali sfoggiano esclusivamente abbigliamento Nike.

Dopo l’ingresso di Nike nel settore anche Adidas ha lanciato una collezione limitata, in collaborazione con Coinbase, di tute e felpe NFT. Il prezzo di partenza di qualunque item si aggirava intorno a 0,2 Ethereum, circa 700 euro.

Cos’è, dunque, un metaverso? Quali sono le caratteristiche che differenziano i vari metaversi e quali le loro potenzialità?

L’idea è quella di creare un universo parallelo, grazie all’utilizzo della realtà aumentata, in cui interagire con altri utenti, compiere azioni e vivere determinate esperienze. Inoltre, rispetto a determinati metaversi si pone l’obiettivo di renderli autonomi e decentralizzati attraverso l’utilizzo della blockchain per quel che riguarda disponibilità dei dati personali e gestione della privacy, ma anche in merito agli scambi monetari al suo interno, i quali avvengono con criptovalute native del metaverso.

Al momento vi sono svariati metaversi attivi che, seppur con funzioni limitate, introducono settimanalmente nuove implementazioni all’interno della loro realtà virtuale.

Prima di discutere dei progetti che, almeno a mio parere, risultano più interessanti e promettenti in tale settore, può risultare di utilità cogliere il senso del concetto di metaverso.

Coniato da Neal Stephenson nel romanzo “Snow Crash”, il termine metaverso sta a indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, interagire e comunicare attraverso avatar personalizzati.

L’immersione nel web 3.0 inizia con la creazione del proprio avatar, la discrezione decisionale data agli utenti per tutti i minimi dettagli fisici è strabiliante. A tal proposito un progetto in via di sviluppo a cui dedico parte delle mie attenzioni è “MetaHero”, il quale si pone come mission aziendale di diventare il più grande “dataset” sviluppato su tecnologia blockchain di persone e oggetti scannerizzato in 3D. L’azienda, che presenta un valido, giovane team ha già presentato in varie conferenze a Dubai il suo prototipo di stampante 3D, capace di effettuare una scansione completa in 60 secondi il cui costo è pagato in Hero (utility token).

Il passo successivo alla creazione dell’avatar è l’esplorazione della mappa virtuale. Infatti, il territorio di un metaverso non si presenta come infinito ma limitato. Proprio per la sua limitatezza si sono create sottoramificazioni settoriali riguardanti il settore immobiliare o anche denominato Real Estate su metaverso.

Può apparire strano e non razionale, ma essere proprietari terrieri su certi metaversi può portare a plusvalenze sulla vendita della “land” non indifferenti. Basti pensare che poco tempo fa una terra sul metaverso di Decentraland è stata venduta per 2,4 milioni di euro, acquisto avvenuto utilizzando il token nativo Mana.

Ma qual è lo scopo di divenire proprietari terrieri su un determinato metaverso, tralasciando la sola limitatezza della mappa di gioco? Come ci si può intrattenere e cos’è possibile esplorare?

All’interno di un terreno di proprietà è possibile costruire la propria abitazione, ospitare eventi creati direttamente in prima persona o addirittura affittare la terra a coloro i quali vogliono organizzare un determinato evento.

Le possibilità sono delle più disparate: dall’apertura di un casinò, di una discoteca o di un cinema, a qualunque altra attività a scopo lucrativo e non, facendo pagare l’eventuale ticket direttamente tramite criptovalute.

Uno degli aspetti che più mi ha stupito mentre esploravo i metaversi esistenti è stata non solo la possibilità di lavorare all’interno della realtà digitale come dipendente, ma soprattutto la possibilità di trovare lavoro nella vita reale attraverso colloqui tenuti sul metaverso. È proprio l’unione della realtà con la realtà aumentata che fa riflettere: nonostante il web 3.0 rappresenti il futuro del prossimo decennio o più, forse il metaverso non è qui per sostituire la nostra realtà, ma piuttosto per aiutarla a migliorare.

Oltre a essere proprietari terrieri nel metaverso, è possibile anche possedere determinati “item” ovvero oggetti che a causa della loro produzione limitata possono vedere il loro valore incrementarsi nel tempo. Questi oggetti vengono identificati come Non-Fungible-Tokens: oggetti virtuali, opere d’arte, determinate scene di un film, tweet, musica e molto altro. La loro peculiarità è la tutela garantita dall’utilizzo della tecnologia blockchain per quanto riguarda il copyright e il rischio che l’oggetto in questione venga ricreato sotto forma di falso.

Qualunque oggetto, e non solo, può diventare un Non-Fungible-Token e può essere scambiato su determinati intermediari adibiti proprio allo scambio di tali strumenti, come ad esempio OpenSea. Da uno zaino alla moda a un determinato capo di abbigliamento è possibile trovare prodotti/item con prezzi che raggiungono le centinaia di migliaia di euro all’interno di certi metaversi. Inoltre, nell’ultimo periodo si sono affermati sempre di più i matrimoni sul metaverso. Sono sempre di più le aziende che si occupano di organizzare matrimoni alla moda con tanto di fede nuziale sotto forma di NFT.

Al momento all’interno del panorama hanno trovato spazio tantissimi progetti, alcuni dei quali hanno ricevuto il supporto non solo delle più grandi aziende al mondo, ma soprattutto di tanti personaggi famosi. Tra questi troviamo la piattaforma di Roblox, videogioco creato nel 2006, che consente a ragazzi di tutte le età di creare mondi 3D immersivi generati dagli utenti. Tutti i giocatori hanno la possibilità di monetizzare le loro creazioni attraverso la valuta virtuale “Robux”, la quale può essere utilizzata per acquistare accessori per l’avatar o abilità da utilizzare in una delle tante esperienze disponibili sul gioco.

Oltre a Roblox, quotato in borsa da marzo 2021, vi sono anche Sandbox e Decentraland. Nonostante il progetto di SandBox sia molto simile a quello di Roblox, le categorie target di utenti sono molto differenti. Infatti, quasi la metà degli utenti di Roblox ha meno di 13 anni, il che potrebbe essere un’arma a doppio taglio per la società quotata a Wall Street. Poiché, nonostante gli utenti giovani abbiano più tempo da dedicare al metaverso, è possibile veder nascere problemi legati all’età dei giocatori su temi riguardanti la gestione dei dati personali.

Per quanto concerne SandBox, visitando la mappa di gioco ci si può imbattere in terreni i cui proprietari vanno da aziende storiche come Atari a intermediari di criptovalute come Binance o Coinbase e non solo. Oltre a tali società vi sono anche star internazionali del calibro di Snoop Dogg, il quale non solo è proprietario di uno spazio nel metaverso, ma è anche organizzatore di concerti esclusivi come ad esempio quello dove si è esibito qualche mese fa per l’inaugurazione della sua proprietà.

Il metaverso di Decentraland risulta essere sul podio dei videogiochi operanti con tecnologia blockchain. Basti pensare che il token nativo MANA utilizzato per gli scambi monetari all’interno del metaverso ha quasi eguagliato il rendimento di SAND ovvero del 17.000% in un anno. Secondo quanto riportato, Digital Currency Group (DCG) e la società immobiliare Jamestown, proprietaria di One Times Square, hanno siglato una partnership celebrando il Capodanno proprio a Times Square ma sul metaverso di Decentraland. Inoltre, dal 24 al 27 marzo 2022 si terrà la Metaverse Fashion Week, una settimana di sfilate con le collezioni NFT dei più grandi brand di lusso.

Nonostante la realtà aumentata sia sicuramente protagonista del prossimo futuro, sembra difficile pensare che essa riesca a sostituire del tutto la realtà. Le esperienze sul metaverso, seppur stimolanti, non possono essere paragonate a ciò che si prova svolgendo le medesime attività nella realtà in cui siamo nati e cresciuti. Tuttavia, ciò non esclude la richiamata complementarietà, più plausibile visto anche il volume di denaro che ormai si sta trasferendo in questo settore sempre più fruttuoso.

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