MI VIEW RESTAURANT/ Le eccellenze del nuovo ristorante extra-ordinario di Milano

- Marco Biscella

Al 20° piano del WJC di Milano apre un ristorante che vuole portare alla ribalta l’altissima qualità dei produttori enogastronomici di nicchia

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Il Mi View Restaurant al 20° piano del WJC a Milano

Alimentare, arredamento, artigiani, accoglienza: tutto all’insegna dell’alta qualità. Fa il pieno di “A” il rating di Mi View Restaurant, che da oggi a Milano apre la sua sala da 80 coperti (più altre due piccole sale riservate da 10 posti ciascuna) per portare alla ribalta nazionale gli artigiani e i produttori enogastronomici d’eccellenza attraverso l’arte della grande cucina.

Secondo Antonio Intiglietta, il patron di Artigiano in Fiera e Artimondo che ha immaginato e voluto Mi View Restaurant – il nome deriva dalla sua collocazione al 20° piano dell’avveniristica torre World Join Center in viale Achille Papa, zona Portello, da dove si gode un “belvedere” a 360 gradi della skyline di Milano dalle Alpi fino all’Appennino piacentino -, la mission è “riunire e promuovere attraverso l’arte culinaria un’unica grande comunità: la cultura e la ricchezza delle migliori eccellenze artigiane italiane e del mondo in campo enogastronomico. Da Mi View Restaurant, infatti, si degustano decine di prodotti selezionati da partner animati da valori forti come unicità, qualità e originalità. Non a caso il nostro motto è: facciamo di ogni eccellenza un capolavoro”.

In effetti, Mi View, ampio oltre 150 metri quadrati, è un ristorante – come lo definisce Intiglietta – “extra-ordinario”. Dove l’ordinarietà è l’abitudine a servire in tavola, ogni giorno e ogni volta, piatti di altissima qualità, offrendo nel contempo alcuni servizi extra. Per esempio, ogni cliente potrà conoscere e prendere confidenza con le realtà enogastronomiche selezionate attraverso non solo il tradizionale menu, molto dettagliato, ma anche ascoltando dal vivo le spiegazioni del personale di sala oppure inquadrando il QR code posto sul retro del menu stesso, grazie al quale scoprirà, per ogni singolo piatto, descrizioni, foto e video degli artigiani partner.

Non a caso l’idea di ristorazione – intesa come cucina, arredamento e accoglienza – promossa da Mi View Restaurant è legata alla qualità delle materie prime e dei prodotti forniti, alla valorizzazione di artigiani e imprese agricole di nicchia, che sono i veri protagonisti di questa iniziativa: attenti alla stagionalità e alla filiera di ogni ingrediente, legati al proprio territorio, rispettosi dell’ambiente e della propria terra, custodi della bontà e dell’etica a riguardo dei meccanismi di allevamento, produzione, raccolto e logistica.

E la cucina? È guidata dallo chef Cristian Spagnoli, mentre la direzione del ristorante è assicurata da Roberto Rosati, con Ivan Botero nel ruolo di sommelier e maître. Tra sala e cucina, poi, sono 16 (ma a regime saliranno a 20) le persone chiamate ad assicurare accoglienza e servizio.

Anche l’arredamento è improntato agli stessi princìpi – qualità e originalità -, composto da pezzi unici e realizzati a mano appositamente per Mi View in una sinfonia di materie prime – legni, stoffe, ceramiche, drappeggi – uniche e provenienti da tutta Italia. L’intera boiserie, per esempio, è stata realizzata con listelli di rovere derivanti dalle barrique di recupero, con sfumature bordeaux bruno e rosso naturali, date dal vino.

E che l’etica sia uno dei valori fondanti del progetto Artimondo e Mi View, lo si scopre anche dalla volontà di offrire un sostegno concreto – un euro per ogni scontrino – al progetto “Un nome e un futuro” dell’Associazione Pro Terra Sancta. Un progetto grazie al quale cristiani e islamici, insieme, aiutano i bambini siriani orfani, abbandonati dalle famiglie o figli di donne vittime di violenza. Anche il ricavato dall’utilizzo del cannocchiale dell’azienda Vellardi, posto sulla terrazza e sempre a disposizione dei clienti, sarà destinato allo stesso obiettivo.

“Abbiamo voluto spiegare questa iniziativa benefica – spiega Intiglietta – con il motto ‘Uno sguardo su Milano, un aiuto a chi ha bisogno’. Per i nostri artigiani il lavoro, quello che producono, è una vera e propria donazione, che ruota intorno ad una dimensione personale e alla comunità”.

L’esperienza di Mi View – pensata come una sorta di piazza virtuale dove artigiani e commensali hanno la possibilità di conoscersi e di interagire grazie al QR code – non finisce comunque a tavola, ma può continuare online, perché il sito www.miview.it diventa un vero e proprio “relais” di informazioni e contatti diretti, supportato anche dal sito di Artimondo.

“Mi View – conclude Intiglietta – è un lieu à vivre ideale per ogni occasione di incontro e convivialità: pranzi e cene di lavoro, eventi, meeting aziendali o istituzionali. E saranno disponibili due sale riservate – una delle quali è“Chef’s table”- per pranzi da 8/10 ospiti”.

In più, è prevista anche la possibilità di utilizzare, come location per grandi eventi (sfilate di moda, mostre, lancio di nuovi brand, presentazione di nuovi prodotti), la World Join Center Square, che offre una grande piazza coperta da 2.000 metri quadri, attrezzata e modulabile, e un auditorium da 206 posti, nel cuore della business area d’eccellenza all’ingresso di Milano Ovest.

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