TARSU/ Masseroli: i rincari di Pisapia mettono sul lastrico famiglie e commercianti

- int. Carlo Masseroli

Per CARLO MASSEROLI, l’innalzamento della Tarsu metterebbe in ginocchio le famiglie e le attività commerciali. La vera sfida è quella di ridurre le dimensioni dell’amministrazione comunale

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La giunta Pisapia starebbe lavorando a un’ulteriore stangata sulla Tarsu, cioè l’imposta sui rifiuti. E’ quanto emerge dalle indiscrezioni pubblicate da diversi giornali, secondo cui il Pd intende introdurre dei rincari per i redditi superiori ai 75mila euro. Le famiglie milanesi sono quindi sempre più tassate, se si pensa che a fine hanno già dovuto subire il rincaro dell’Imu. Un cittadino che abita in un trilocale in una zona semicentrale di Milano nel 2012 pagherà da un minimo di 213 euro a un massimo di 1.038 euro in più rispetto al 2011. Ilsussidiario.net ha intervistato Carlo Masseroli, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale.

Masseroli, come commenta l’ipotesi di un nuovo rincaro Tarsu, al vaglio della giunta Pisapia?

Intanto la giunta ci sta ancora lavorando e mi auguro che le notizie dei giornali non corrispondano a verità. L’innalzamento della Tarsu significherebbe mettere in ginocchio le famiglie e le attività commerciali. La vera sfida dell’amministrazione comunale è quella di non aumentare nessuna tassa e ridurre la propria dimensione. L’ente locale è un ente omnicomprensivo che segue i cittadini dalla culla alla tomba e per questo costa tantissimo con spese che sono inefficaci e inefficienti. Per continuare a mantenere la sua esistenza continua a prelevare dai conti correnti della gente e da chi investe nella città, come le aziende e i servizi, rastrellando denaro a più non posso da queste realtà. Il risultato è che le famiglie si trovano sempre più in difficoltà, non sono più in condizioni neanche di spendere per beni e servizi di prima necessità, perché tutto va nelle tasse e nel mutuo o nell’affitto. In questo modo si blocca quindi completamente l’economia cittadina. L’amministrazione comunale non può seguire questo percorso, che ritengo criminale, in quanto azzererebbe la capacità delle famiglie di continuare a tenere un tenore di vita minimamente dignitoso. La Tarsu si sommerà all’Imu, sempre che come mi auguro non vi sia un rincaro anche sull’Irpef. Di fatto però cambiano i nomi ma la tassazione generale aumenta e ci si trova ormai in una situazione di stallo.

Qual è quindi l’impegno del centrodestra nel quadro di questa situazione?

Come centrodestra certamente cercheremo di convincere l’amministrazione comunale a giocare una partita alquanto diversa, che non tocchi l’aumento delle tasse ma valorizzi il patrimonio pubblico. Anche perché quest’ultimo rappresenta esso stesso un costo, che paghiamo noi con le nostre tasse: la manutenzione degli immobili comunali, ancorché vuoti, è pagata infatti con i soldi dei cittadini. E’ inaccettabile quindi che il Comune mantenga la proprietà di questi immobili, chiedendo ai residenti milanesi di sostenere dei costi per degli edifici che nessuno usa. La strada da seguire quindi non è certamente quella delle tasse, che continuano a ingrassare il sistema comunale, ma quello di ridurre la presenza del Comune sul territorio. Mi sembra invece che l’amministrazione Pisapia stia seguendo la strada di continuare a ingrassare il Comune.

 

La Tarsu non andrebbe invece modificata in modo da evitare che, come avviene oggi, chi paga di più siano le famiglie con figli?

 

Quello della famiglia finora è un tema del tutto dimenticato dalla pubblica amministrazione. Dovendo scegliere da chi partire a non fare pagare le tasse, la grande partita è quella di incominciare da chi ha almeno un figlio minorenne. Chi fa figli investe sul futuro proprio e quindi del proprio territorio. Questo investimento su se stessi e sulla propria famiglia è un investimento che la giunta dovrebbe trattare come un tesoro. E invece una tassa come la Tarsu è proporzionata solo alle dimensioni dell’alloggio, senza tenere in alcun conto il numero dei figli. La conseguenza è che la dimensione dell’alloggio, che solitamente è più grande per chi ha più figli, porta con sé una crescita della tassazione. Quello che accade è che quindi la tassazione cresce per chi ha figli, cioè l’esatto contrario di quello che dovrebbe accadere. Per ora non ci sono segnali di inversione di tendenza da parte di questa amministrazione. Certamente sarà una delle battaglie più forti che faremo.

 

(Pietro Vernizzi)

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