MALPENSA VS. LINATE/ L’esperto: una “guerra” che aiuta Alitalia, non i cittadini

- int. Andrea Giuricin

Torna l’idea di ridurre Linate a solo tratta Milano-Roma spostando ogni volo internazionale su Malpensa. Lo chiede il ministro Passera, ma per ANDREA GIURICIN è una idea dannosa

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Torna l’idea di ridurre i voli da Linate per rilanciare Malpensa. A dirlo, parlando di errori fatti nel passato, è stato il ministro Passera intervenendo al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Per Passera si tratterebbe di ridurre Linate esclusivamente al collegamento Milano-Roma, trasportando tutti voli a medio e breve raggio a Malpensa. Un piano di rilancio che secondo alcuni studi porterebbe già nel 2015 alla creazione di 160mila nuovi posti di lavoro e a un indotto economico pari a 14 miliardi di euro. Secondo Andrea Giuricin, esperto di trasporti e fellow dell’Istituto Bruno Leoni contattato da ilsussidiario.net, “si tratta di piani e cifre politiche che non fanno conto con la realtà economica e il mercato. Dire numeri così forti fa notizia sui giornali, ma poi allo stato dei fatti vedremo fra tre anni, nel 2015, che cosa si sarà raggiunto e se il cittadino ne avrà beneficiato realmente”. Per Giuricin, infatti, ridurre così drasticamente Linate è un danno per i cittadini milanesi, ma non tiene anche conto che Malpensa di fatto non è mai diventato un Hub.

Cosa pensa delle parole di Passera?

La domanda vera da porsi è se una decisione del genere sugli aeroporti sia vantaggiosa per il cittadino milanese.

In che senso?

Lasciare a Linate la sola tratta Milano-Roma significherebbe far diventare Linate unicamente un punto Hub and Spoke per l’aeroporto di Fiumicino. Chi ci guadagna da questa possibile manovra? Solo Alitalia.

Ci spieghi meglio questo passaggio.

Fare Hub and Spoke per Fiumicino significa trasportare gran parte del traffico milanese verso Fiumicino. Da lì si prenderebbero i voli Alitalia perché l’hub per voli intercontinentali al momento c’è l’ha solo Fiumicino. I milanesi che oggi vanno ad Amsterdam piuttosto che a Francoforte o a Parigi a questo punto dovrebbero partire da Malpensa con un notevole svantaggio di tempo. Insomma, la proposta da Passera è una notizia positiva per Alitalia e non per il cittadino milanese.

Si parla di 160mila posti di lavoro nel 2015 a Malpensa se si attuasse la riduzione a Linate.

A mio parere sono cifre che non fanno i conti con la realtà economia e il mercato. Se ci fosse stato un piano aeroporti come quello presentato oggi dieci anni fa, Orio al Serio non si sarebbe mai sviluppato e non ci sarebbero stati gli otto milioni di passeggeri che ci sono stati in questi anni. Dare numeri così forti fa notizia sui giornali, ma poi allo stato dei fatti… Se ne riparlerà nel 2015: allora vedremo quali saranno stati i benefici.

Passera ha parlato di grandi errori commessi nel passato: perché questo duello Linate contro Malpensa?

Sicuramente ci sono stati dei grandi errori nel passato, su questo sono d’accordo con Passera. La chiusura di Linate è un’idea che risale al periodo in cui si parlava di fare il Grande Malpensa, rientrava cioè nella logica della fusione Alitalia-Klm: stiamo parlando del 1999. La fusione non andò in porto perché gli olandesi si ritirarono e si decise di lasciare Linate con un ridimensionamento dove gli slot orari diventarono diciotto quando l’aeroporto ne può sostenere trenta. Oggi Linate potrebbe accoglierne 25, il 30% in più e senza spese aggiuntive. 

E poi cosa è successo?

Si è rimasti con un assetto come se Alitalia dovesse fare fusione con Klm, cosa che non è mai avvenuta. I milanesi hanno trovato che Linate era ridotto e al contempo Malpensa non si è mai sviluppato come Hub.

Perché?

Perché non ne ha mai avuto le capacità. Nessuna compagnia ha voluto fare hub a Malpensa. Non c’è riuscita Alitalia e oggi non c’è nessuna compagnia in grado di farlo.

Nel frattempo si sono sviluppati enormemente altri aeroporti, ad esempio quello di Bergamo.

E’ questa decisione politica di far crescere, nascere o morire gli aeroporti che fa molta paura.

In che senso?

I politici non hanno mai immaginato la nascita e la crescita delle compagnie low cost, nessuno lo aveva previsto e invece è indubbio che sono state un grande vantaggio per i cittadini. Il mercato aereo italiano è cresciuto grazie alle compagnie low cost. La decisione di chiudere o aprire un aeroporto come sostiene il piano aeroporti presentato un paio di settimane contiene elementi discutibili. Ad esempio la decisione di chiudere Ciampino e aprire Viterbo: ma Viterbo è a due ore di distanza da Roma per i passeggeri. Quale compagnia aerea ritiene davvero vantaggioso andare a Viterbo?

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