EX CINEMA MANZONI/ Milano, presentato il progetto di trasformazione: arrivano negozi e boutique?

- La Redazione

Saranno costruiti negozi e boutique dove prima c’era il cinema Manzoni, a Milano. Il progetto è in stile Eataly e prevede due spazi per lo shopping. Ma i residenti della zona si oppongono.

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Palazzo Marino a Milano (Infophoto)

Saranno costruiti negozi e boutique dove prima c’era il cinema Manzoni, a Milano. Il progetto è in stile Eataly e prevede due spazi per lo shopping, uno di 3 mila metri quadri e l’altro di 700 metri quadri. Il progetto presentato al Comune dalla proprietà, attende ora l’autorizzazione ed è in attesa presso gli uffici dell’assessorato all’Urbanistica ed è in visione al consiglio di Zona 1, per le osservazioni del caso. Intanto sarebbero tre le griffe che hanno palesato l’interesse per gli spazi. Più un colosso della tecnologia. Dagli uffici dell’Urbanistica intanto fanno sapere, come riferisce “La Repubblica”, che “si è ancora alla fase di istruttoria per i profili urbanistico-edilizi e ogni ragionamento risulta prematuro”. Il modello di riferimento per il progetto all’ex cinema chiuso dal 2006, è quello di Zara in corso Vittorio Emanuele II, ovvero un negozio con scale mobili, balconate perimetrali e vuoto centrale. In più, nel progetto, il costruttore si impegna per cinque anni a conservare la destinazione a teatro della sala sotterranea. “Preservare la sala è una priorità – dice Filippo Del Corno, assessore comunale alla Cultura – ospita la rassegna Aperitivo in concerto, che da vent’anni propone il meglio della musica jazz e di avanguardia”. La struttura del cinema Manzoni misura 9.781 metri quadri con la sala cinematografica da 1.600 posti, che fu progettata dall’architetto Alziro Bergonzo, inaugurata nel 1950 come “cinema per anteprime” e contiene sculture di Francesco Messina e Pericle Fazzini e un affresco del Baragatti. Intanto i residenti si oppongono al piano: “È un patrimonio da tutelare”, dicono i residenti della zona, raccogliendo 1.200 firme per chiedere a Palazzo Marino di non “permettere che un gioiello diventi l’ennesimo spaccio della moda”. (Serena Marotta)



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