MOSCHEE A MILANO/ La Lega: un referendum per limitarne la costruzione

- La Redazione

Continua la polemica sulla costruzione di una moschea a Milano. Stavolta ad innescarla è la Lega Nord coadiuvata dalla lista Maroni e Fratelli d’Italia: “Si faccia un referendum”

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Giuliano Pisapia (Infophoto)

Continua la polemica sulla costruzione di una moschea a Milano. Stavolta ad innescarla è la Lega Nord coadiuvata dalla lista Maroni e Fratelli d’Italia. Il Carroccio propone un referendum consultivo e regole urbanistiche più restrittive per la costruzione di edifici di culto che non siano della Chiesa cattolica. Per questo motivo ha presentato un progetto di legge che è stato depositato in consiglio regionale della Lombardia. Si è tenuta una conferenza stampa, dove Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio, si è augurato la discussione e l’approvazione di una legge “in tempi rapidi, perché siamo molto preoccupati per quello che sta succedendo in città come Milano: su un tema così delicato come l’apertura di moschee non possono decidere i sindaci da soli”. Secondo Romeo, anche Forza Italia e Ncd sarebbero d’accordo sull’iniziativa, anche se non condividerebbero tutti i punti del documento. Dal canto suo, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, dichiara l’iniziativa “sbagliata e incostituzionale”. Proposte queste, che secondo il primo cittadino, “si fanno in agosto, mi preoccupa che si continui a farle anche a settembre. Sono proposte che rischiano di sortire l’effetto opposto per chi intende trovare una soluzione di continuo dialogo interreligioso e interculturale che serve per rafforzare la pace e i rapporti tra cittadini”. Pisapia è convinto che si tratti di “una proposta sbagliata e sono convinto che non abbia possibilità di successo, anche perché altre forze del centrodestra ne hanno già preso le distanze”. Il commento di Forza Italia sulla proposta leghista è che “servono regole certe” sulla costruzione delle moschee, che tuttavia considera errata la proposta di un referendum fra i cittadini. E annuncia una mozione al Pirellone, che riguarda la richiesta ai sindaci di vietare la predicazione in arabo in luoghi pubblici e di aumentare i controlli della polizia locale nei luoghi in cui si riuniscono gli immigrati. In un comunicato, come riferisce “La Repubblica”, il capogruppo in Regione, Claudio Pedrazzini e il consigliere Giulio Gallera hanno spiegato gli obiettivi, ovvero individuare “regole certe per garantire una serena convivenza tra persone di fede diversa, ma al contempo evitare che il fanatismo possa farsi strada all’interno di comunità composte in grande maggioranza da persone di buon senso”. (Serena Marotta)



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