MONTAGNA & NEVE/ Varallo (Dolomiti Superski): pronti alla sfida della sicurezza

- int. Andy Varallo

I comprensori sciistici aspettano da tempo l’inizio della stagione invernale, su cui incombe la minaccia della quarta ondata di Covid

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(Pixabay)

“Sa qual è la più grande sfida per la stagione invernale che andiamo a iniziare? La sicurezza”. Lo afferma Andy Varallo, presidente di Dolomiti SuperSki, alla vigilia delle riaperture di impianti e piste, già pronte e innevate.

Una sicurezza sempre più legata al green pass, vero presidente?

Certo. Dolomiti SuperSki ha anche varato un sistema digitale con il quale i comprensori daranno il bentornato agli sciatori: un servizio automatizzato di controllo dei green pass, ideato a quattro mani con il Garante della privacy, che permetterà all’utente di validare la propria documentazione direttamente dall’app My Dolomiti. Il sistema aggancia automaticamente allo skipass il green pass e il documento di identità del cliente, in modo da evitare possibili frodi. Già all’acquisto dello skipass, sia online che fisicamente, viene richiesta l’identificazione, che poi automaticamente viene abbinata al green e allo ski pass. La sicurezza è garantita al massimo.

Ma il carosello Superski ha anche altre novità?

Davvero tante, ad esempio tre nuovi impianti e 11 riammodernamenti, ma tante anche le garanzie per utenti e impiantisti, e le nuove proposte di skipass per permettere a tutti di vivere le piste con maggiore libertà.

Una libertà nuovamente minacciata dall’impennata dei contagi, proprio a nord, tra Alto Adige, Friuli, Veneto e Valle d’Aosta, che torna a mettere a rischio un settore che vale 60 mila posti di lavoro, 12 miliardi di fatturato e quasi il 2% di Pil.

Non solo. Sulle Dolomiti e in Alto Adige tutto è già pronto per la partenza delle gare italiane della Coppa del mondo di sci alpino. Il calendario prevede in Val Gardena superG e discesa il 17 e 18 dicembre seguite nei due giorni successivi in Val Badia da due giganti. Poi si passerà a Madonna di Campiglio e, a fine anno, a Bormio. Ma c’è l’incognita pandemia. Soprattutto l’Alto Adige rischia, in caso di ulteriore peggioramento della situazione, di dover applicare nuove limitazioni che possono avere conseguenze negative per gli organizzatori e per l’economia turistica invernale. Per ora il ritorno del pubblico alle gare di Cdm prevede comunque già, oltre ai green pass, anche limitazioni che garantiscano i necessari distanziamenti interpersonali: massimo 800 persone all’arrivo in Badia e 7.500, comprese quelle lungo la pista, in Val Gardena.

La Conferenza Stato-Regioni e le rappresentanze degli attori dell’industria montagna/neve hanno già da tempo perfezionato i protocolli di sicurezza: mascherine, green pass e capienze limitate sugli impianti al chiuso. Il Governo e il Cts probabilmente ratificheranno quanto stabilito. Basterà?

Credo di sì. Per sciare attualmente non è ancora richiesto il certificato verde, che è obbligatorio solo per salire su cabinovie e funivie, impianti chiusi accessibili all’80% della portata e con mascherina. Libero per tutti l’uso di seggiovie e skilift. La Conferenza, comunque, ha già stabilito l’obbligo del green pass sui comprensori misti, quelli dove insistono sia impianti chiusi, sia impianti aperti. C’è però il problema di alcuni grandi caroselli che collegano Regioni e Province diverse: come garantire uniformità e controlli? E resta il problema dei colori delle Regioni stabiliti sulla base dei contagi: in zona bianca e gialla nessuna conseguenza sulle piste; in zona arancione e rossa il Governo sta lavorando per scongiurare il blocco degli impianti, magari con l’introduzione di nuove restrizioni, sia per salvare i diritti di chi è vaccinato, sia per non paralizzare nuovamente l’industria della montagna-neve e con essa anche l’economia e la sopravvivenza dei territori interessati.

Infine, ci sono le preoccupazioni sugli afflussi degli sciatori dall’estero, che in epoca pre-Covid rappresentavano il 50% del totale. Oltralpe, però, oggi la situazione non è facile, e la quarta ondata di contagi sta progressivamente peggiorando.

Bisognerà vedere l’evoluzione della pandemia. Certo è che chi viene qui per sciare dovrà rispettare le nostre limitazioni e i nostri protocolli. Ci saranno sicuramente corridoi sanitari per i vaccinati e si seguiranno tutte le prescrizioni. Ma credo che la nostra neve e le nostre piste potranno regalare a tutti, anche dall’estero, le emozioni che da troppo tempo erano state negate.

(Alberto Beggiolini)

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