Morelli: “Reddito di cittadinanza a giovani? Errore”/ “Così perdiamo una generazione”

- Carmine Massimo Balsamo

Lo psichiatra Raffaele Morelli a Quarta Repubblica: “Se uno Stato matrigno ti dice “ti do i soldi per non fare niente” è un messaggio terrificante”

raffaele morelli
(Quarta Repubblica)

Dibattito su giovani e lavoro a Quarta Repubblica, Raffaele Morelli ha acceso i riflettori sul ruolo del reddito di cittadinanza. L’esperto psichiatra ha esordito così: «La politica per i giovani non ha fatto nulla. Il reddito di cittadinanza è stata una cosa gravissima e non ne parlo in termini politici. L’idea che quel reddito non sia stato alle aziende per dire “io ti pago ma vieni lavorare”… Nella vita la cosa più importante è il lavoro, è nel lavoro che si radica il cervello. Oggi i nostri giovani temono la fatica, il giudizio e l’autorità».

Raffaele Morelli ha poi continuato a proposito del reddito di cittadinanza: «Se i nostri giovani non fanno fatica, non sanno che lavorare è fatica come per le altre generazioni, se uno Stato matrigno ti dice “ti do i soldi per non fare niente” è un messaggio terrificante: che puoi restare a casa, che la famiglia ti aiuta, che puoi lavorare un po’ in nero e che puoi giocare alla Playstation. Negli Usa, in altri Paesi, i ragazzi vanno a lavorare nei ristoranti anche se guadagnano pochissimo. Una delle gioie più grandi della vita è il primo stipendio. Se qualcuno ha pensato di avere consenso togliendo questi valori, creeremo delle generazioni apatiche, statiche, senza creatività. Rischiamo di perdere una generazione – l’allarme lanciato da Raffaele Morelli – Se accadesse così, sarebbero veramente tragedie».



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