Morte Mark Middleton, la teoria su Bill Clinton “23 decessi sospetti”/ Anche Epstein

- Davide Giancristofaro Alberti

Mark Middleton, emergono forti sospetti sul suicidio dell’ex consigliere di Bill Clinton: ecco la teoria cospirazionista rilanciata dal Daily Mail

McCarrick e Clinton
L'ex cardinale McCarrick con Bill Clinton ad un evento del 2000 (LaPresse)

Emergono forti sospetti sul suicidio di Mark Middleton, l’ex consigliere di Bill Clinton che lo scorso 7 maggio si tolse la vita a soli 59 anni. E’ stato trovato, come ricorda il Corriere della Sera, appeso ad un albero con il petto trapassato da un proiettile, e dopo un’indagine il suo decesso è stato classificato come suicidio: secondo il Daily Mail la morte di Middleton potrebbe però essere collegabile a quella di altre 23 persone morte giovani dopo aver incrociato Bill e Hillary Clinton.

Un gruppo composto da Judy Gibbs, 32enne modella che avrebbe avuto una relazione con l’ex presidente Usa, quindi Victor Raiser, 53enne tesoriere della campagna di Clinton, ma anche Paul Tully, stratega democratico, fino ad arrivare ad Epstein, suicidatosi in carcere il 10 agosto di tre anni fa. Secondo una teoria cospirativa diffusa oltre oceano, si tratterebbero di morti non casuali e farebbero parti della teoria “Clinton Body Count”.

MARK MIDDLETON, I FORTI SOSPETTI RILANCIATI DAL DAILY MAIL

Si sa con certezza che Clinton, come scrive il Corriere della Sera, frequentasse assiduamente Epstein così come la fidanzata Ghsilaine Maxwell, e stando a quanto risulta anche Mark Middleton sarebbe entrato nello stesso “giro”: c’è quindi un collegamento in tutte queste vicende tenebrose? “Il «Daily Mail» – commenta il Corriere della Sera – e la frangia dei cospiratori repubblicani seminano dubbi, sempre attenti, però, a non superare il confine della pura insinuazione”, ricordando come nel 2016 si diffuse un’altra teoria cospirazionista simile, quella del Pizzagate secondo Hillary Clinton avrebbe gestito un network di pedofili.

In ogni caso la famiglia di Middleton lo scorso 23 maggio ha depositato un esposto alla Corte di Perry County, chiedendo ai magistrati di non diffondere «video, immagini e altri documenti relativi al suicidio di Mark». Mark si è tolto la vita in un boschetto dell’Heifer Ranch a Perryville, 45 chilometri da casa sua, senza lasciare nemmeno un biglietto, ma chiedendo di fare una donazione alla «Navigate Counseling e Wellness», organizzazione non profit cristiana dell’Arkansas che assiste anche persone con disturbi mentali.





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