“Morti dopo vaccino Covid raddoppiati in un mese”/ La Verità: “Picco di decessi”

- Alessandro Nidi

I morti dopo il vaccino Covid sono aumentati nelle ultime quattro settimane: lo denuncia “La Verità”, analizzando i dati del rapporto AIFA

terze dosi ecdc
Vaccinazione anti Covid (LaPresse)

Il numero dei morti dopo avere ricevuto il vaccino Covid è raddoppiato nell’arco di quattro settimane o, per meglio dire, di un mese. Lo riporta sull’edizione in edicola oggi il quotidiano “La Verità”, che, menzionando i dati e le statistiche contenuti nel rapporto numero 8 dell’AIFA in materia di farmacovigilanza (clicca qui per scoprire tutti i dettagli del documento, ndr), evidenzia come le dosi somministrate nell’ultimo mese siano scese a circa 10,5 milioni contro i 16 milioni medi di ciascuno degli ultimi tre mesi e come il tasso delle segnalazioni (casi per 100mila dosi) di eventi avversi si consolidi a 119 eventi (128 nel precedente rapporto) e quello delle segnalazioni di casi gravi si attesti a 13 (16 nel precedente rapporto).

Inoltre, il tasso delle segnalazioni con decesso è pari a 0,73 (contro 0,75 del precedente rapporto). Non solo: il tasso di segnalazione degli eventi avversi gravi aumenta da 12 a 17 (da 49 a 67 le segnalazioni complessive) e le segnalazioni con decessi aumentano da 498 a 555, di cui quelle valutate dall’algoritmo passano da 294 a 396, e ben 7 di queste 102 nuove valutazioni purtroppo si sono concluse trovando un nesso di causalità tra decesso e vaccino. “In altre parole – si legge nel servizio – se, fino al 26 luglio, solo il 2,4% (7 casi) delle segnalazioni di decesso valutate con l’algoritmo era ritenuto correlabile, ora, in sole 4 settimane, si aggiungono 7 casi su 102, cioè circa il 7%, portando il totale delle 14 vittime certamente correlabili ad essere pari al 3,5% delle segnalazioni con decesso valutate. Beninteso, siamo sempre nell’ordine di circa 2 decessi per 10 milioni di dosi somministrate, ma il picco appare evidente”.

MORTI VACCINO COVID E REAZIONI AVVERSE: L’ANALISI DE “LA VERITÀ”

Altro elemento degno di nota all’interno del rapporto AIFA, sottolinea ancora “La Verità”, è l’incidenza
delle segnalazioni nelle classi di età 20-29 e 30-39 anni, pari rispettivamente a un tasso di 293 e 367 segnalazioni, quasi il triplo del tasso medio di tutti i vaccinati. “Allo stesso modo – ha aggiunto Giuseppe Liturri, autore dell’articolo – è da evidenziare anche l’andamento del tasso segnalazione da parte dei cittadini, giunto al 27,3% del totale, mentre decresce il peso dei medici (dal 47% al 39%) e degli altri operatori sanitari (dal 25% al 14%). Tale aumento va letto in coincidenza con l’aumento del tasso di segnalazione e va salutato come una positiva presa di coscienza da parte dei cittadini che contribuiscono attivamente al definitivo consolidamento delle conoscenze scientifiche, almeno di breve termine, sull’efficacia dei vaccini”.

Infine, “La Verità” giunge a una conclusione: tali dati “dovrebbero invitare ad una riflessione sulla scelta di puntare sui vaccini come ‘unica e definitiva‘ soluzione, scelta purtroppo smentita dai dati. Il bilanciamento tra diritto del singolo e interesse della collettività, che è l’architrave dell’articolo 32 della Costituzione, non può non tenere conto della parziale fallacia del vaccino e della disponibilità e praticabilità di soluzioni alternative”.

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