Morto Giulio Gangi/ Ex agente Sisde tra i primi a indagare sul caso Emanuela Orlandi

- Giovanna Tedde

Giulio Gangi, ex agente Sisde tra i primi a indagare sul caso Emanuela Orlandi, sarebbe morto nella sua abitazione. Alle spalle una carriera da 007 e l'attività investigativa nel giallo

Caso Orlandi in Vaticano Vaticano, il caso Emanuela Orlandi (LaPresse)

È morto Giulio Gangi, ex 007 del Sisde che si occupò delle prime fasi delle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. La notizia del decesso dell’ex agente segreto è stata riportata dal Corriere della Sera che rivela: “Stava per incontrare un nostro cronista“. All’epoca del suo primo approccio alla vicenda della minorenne cittadina del Vaticano le cui tracce si persero a Roma ormai 39 anni fa, Giulio Gangi aveva 23 anni e si sarebbe avvicinato alla famiglia della giovane per fornire un contributo alle ricerche, con l’obiettivo di risolvere un mistero che ancora oggi è irrisolto e che attraversa decenni di cronache con un pesantissimo carico di interrogativi senza risposta.

Secondo quanto riportato in queste ore dallo stesso quotidiano che ne ha dato notizia, la morte di Giulio Gangi sarebbe avvenuta la mattina del 2 novembre scorso. Un decesso che, scrive Il Corriere, sarebbe avvenuto nella sua abitazione del quartiere Infernetto di Roma in “circostanze non ancora completamente chiare“. L’ex 007 sarebbe stato trovato nel suo letto, stando a quanto si apprende non molto tempo dopo aver esalato l’ultimo respiro. A nulla sarebbero valsi i tentativi di rianimazione nell’immediatezza del ritrovamento.

Giulio Gangi morto a 63 anni in casa, fu tra i primi agenti a indagare su Emanuela Orlandi

Secondo la storia raccontata dal Corriere della Sera sulla parabola personale e professionale di Giulio Gangi, l’ex agente Sisde sarebbe stato tra i primi a indagare sulla scomparsa della giovane Emanuela Orlandi. Fu lui, ricostruisce ancora il quotidiano, a recarsi a casa della famiglia della ragazza, figlia del messo pontificio di Wojtyla in Vaticano, per offrire ai parenti un supporto nelle ricerche e valutare le piste che, intorno a quella sparizione, nel corso del tempo si sarebbero fatte sempre più intricate e nebulose.

Stando alla ricostruzione emersa nell’articolo di Fabrizio Peronaci, sarebbe stato un amico di Giulio Gangi, Luigi Piergiovanni, a lanciare l’allarme dopo la scoperta fatta dalla moglie dell’uomo, allertata da un altro amico che avrebbe atteso invano l’ex 007 per la consueta colazione al bar. “La porta era chiusa dall’interno – avrebbe raccontato Piergiovanni al Corriere. Era sul letto, agonizzante”. Gli amici avrebbero chiamato un’ambulanza e i soccorritori avrebbero tentato di rianimarlo. Gangi sarebe stato trasportato in ospedale e sulle cause della morte non ci sono ancora certezze. “A ucciderlo forse è stato un ictus“, avrebbe dichiarato Piergiovanni, ma per chiarire i contorni del decesso occorrerà attendere l’esito dell’autopsia.





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