FINANZA & MOTORI/ La crescita e le sfide dell’autonoleggio

- Bruno Zampetti

Il settore dell’autonoleggio è in crescita negli ultimi anni e oggi rappresenta il 15% delle auto immatricolate nuove. Le parole Giovanni Giulitti, direttore generale di Ald Automotive

traffico_auto_pixabay
Traffico in città

LA CRESCITA DELL’AUTONOLEGGIO          

Il settore dell’autonoleggio è in crescita negli ultimi anni e oggi rappresenta il 15% delle auto immatricolate nuove. Giovanni Giulitti, direttore generale di Ald Automotive, azienda del gruppo francese Societe Generale che si occupa di noleggio a lungo termine e gestione delle flotte aziendali, ha spiegato ad Adnkronos come l’autonoleggio rappresenti un beneficio per le grandi imprese, visto che hanno la certezza dei costi da sostenere. Inoltre, anche tra i privati si sta cominciando a diffondere questa formula alternativa al possesso, grazie all’idea di un costo fisso mensile per un’auto, omnicomprensivo. “Dalla tradizionale formula che hanno adottato per anni le grandi aziende c’è stato da parte nostra un grande sforzo per migliorare questo prodotto fornendo un ‘pay-per-use’, ossia dare al cliente quello che vuole quando lo vuole grazie ai servizi telematici. E questo ha ridotto i costi”, ha evidenziato Giulitti.

LE SFIDE DEL SETTORE

Il settore sta quindi andando bene, ma dovrà continuare a evolvere per affrontare nuove sfide.  “In primo luogo quella di coniugare l’evoluzione digitale con il ‘fisico’, che resta comunque un punto di contatto importante dove si può completare l’esperienza di mobilità che il cliente chiede. Lo sforzo che facciamo anche con i nostri partner è quello di costruire un’esperienza per il cliente che sia la migliore possibile. E questo sia attraverso una digitalizzazione crescente (quindi anche logiche di self service che consentano di utilizzare prodotti o servizi solo nel momento del bisogno) sia attraverso una capillarità che cerchiamo di introdurre attraverso una serie di accordi con grandi organizzazioni”, ha spiegato Giulitti. Si tratta di accordi fatti non solo per le “reti automobilistiche, ma anche su altri canali importanti di mass market come le banche”



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori