Mr. Ciaone, il Ballerino, il Mistico/ Che fine han fatto i “supereroi” della politica

- Paola Stigliano

Che fine hanno fatto i politici italiani che non si occupano più di politica? Due esempi: Verdini rischia la detenzione mentre Maroni suona l’Hammond.

Ema Milano: Maroni e Sala
Ema a Milano: Maroni e Sala (LaPresse, 2019)

Capita spesso che un politico si ritrovi a dover fare altro nella vita, per scelta o per costrizione. Le idee cambiano, mutano anche le ideologie e talvolta non ci si sente più parte di alcun colore o di alcuna bandiera. Più semplicemente, l’elettorato cambia rotta e vota qualcun altro. Allora, se lo è chiesto il Corriere della Sera, qual è la nuova vita di quei politici italiani che al momento non si occupano più di politica? Alcuni si danno alle attività spirituali, come Scilipoti. Altri si buttano su professioni differenti, mentre qualcuno sceglie posizioni che non possono essere compatibili con la politica, e quindi preferisce le sue passioni: Guido Crosseto ha consegnato le sue dimissioni, perché il ruolo all’interno della Camera non poteva essere svolto in contemporanea con la carica di presidente dell’Aiad, federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza. Non mancano i casi in cui qualche politico debba allontanarsi a causa di problemi con la legge. E’ il caso di Verdini, coinvolto nel crack del Credito Cooperativo e nella vicenda dei contributi per l’editoria ricevuti, presumibilmente, illecitamente.

I politici italiani senza politica: vecchie professioni e nuove passioni

L’alternativa alla politica è il ritorno alle professioni che si svolgevano prima di entrare in parlamento.  Yoram Gutgeld, volto associato agli 80 euro di Renzi, è un’economista. Dopo l’esperienza nel Pd ha preferito la strada della consulenza privata. Roberto Maroni ha deciso di abbandonare il mondo della politica per dedicarsi all’attività di avvocato. Nel tempo libero suona l’organo Hammond. Qualche politico preferisce però reinventarsi completamente, seguendo una passione: Peppe Civati è uno di questi. Gestisce People, casa editrice e agenzia di comunicazione con sede a Gallarate. E che dire delle vie spirituali? Domenico Scilipoti non è più stato eletto, quindi la fine della sua carriera politica non dipende da lui. Ha optato per una strada decisamente più spirituale, più vicina alla sua religione e, talvolta, anche lontana dall’Italia. Scilipoti, infatti, dopo esser stato senatore di Forza Italia, oggi è presidente dell’Unione Cristiana. Tra le varie funzioni che svolge e responsabilità che ricopre, si muove spesso all’estero. In particolare, viaggia molto in Africa, dove si reca per missioni di sostengo alle persone più bisognose.

I politici italiani senza politica: gaffe e soprannomi

L’avvento dei social ha cambiato radicalmente il modo di fare politica. Facebook, Instagram e Twitter sono le nuove arene politiche, dove il confronto tra rappresentanti e rappresentati è diretto. Si tratta di un arma a doppio taglio, perché l’elettore nota subito e segnala immediatamente la gaffe o la parola ritenuta di troppo. Quindi, capita che si ironizzi su un dettaglio della personalità, dell’ideologia o persino dell’aspetto di un politico. Così, Ernesto Carbone è stato soprannominato “Mr. Ciaone”: quel “#ciaone” scritto su Twitter in occasione del referendum anti trivelle è ancora nella memoria degli italiani. Stavolta il suo ciao è rivolto al Parlamento, infatti, è tornato a dedicarsi all’attività di avvocato. Famoso per le sue gaffe è anche Antonio Razzi, che è tornato in tv, ma questa volta nel ruolo del concorrente: ha partecipato a Ballando con le stelle.



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