Mulino Bianco esiste davvero?/ Chiusdino, Toscana: l’edificio è un agriturismo che…

- Raffaele Graziano Flore

Il Mulino Bianco esiste davvero? A Chiusdino, in Toscana, si trova l’edificio reso noto dagli spot pubblicitari degli Anni Novanta e che oggi è un rinomato agriturismo

Il Mulino Bianco in Toscana
Il Mulino Bianco in Toscana (Flickr, 2020)

Ma esiste davvero il Mulino Bianco che milioni di Italiani hanno cominciato a conoscere negli Anni Novanta in una serie di famosi spot e che ha finito per diventare non solo un luogo iconico ma pure una immagine che ha di diritto un posto nell’immaginario della cultura pop nostrana? Ebbene sì: a differenza di tanti altri luoghi resi celebri dalla macchina pubblicitaria e che (purtroppo o per fortuna) esistono solamente nella fervida immaginazione di qualche copywriter, l’edificio immerso in uno scenario idilliaco di campagna -e pazienza se il colore dominante non è più propriamente il bianco del brand succitato dato che è stato rivestito in pietra- e con tanto di ruota idraulica che gira si trova infatti nel cuore della Toscana, in provincia di Siena, e oggi è visitabile perché a suo tempo fu riconvertito in un grazioso agriturismo che prende il nome dallo stesso luogo. Il Mulino delle Pile che sorge a pochi chilometri da Chiusdino è così diventato meta di turisti anche dall’estero oltre che di semplici appassionati grazie anche a oltre cinque anni di passaggi in televisione e ha alle spalle pure una storia interessante. Andiamo di seguito a scoprirla visitando il Mulino Bianco, e pazienza se a guidarci non c’è il piccolo Mugnaio innamorato della sua bella Clementina.

IL MULINO BIANCO ESISTE DAVVERO? E’ IN TOSCANA E…

Il Mulino delle Pile (dove con queste si indicano quei recipienti in pietra che, grazie alla ruota, battevano suo panni per la cosiddetta “sodatura delle stoffe” per infeltrirle) è un suggestivo edificio che sorge in località Chiusdino -piccolo comune di origine longobarda e sito sulle Colline Metallifere dell’Appenino toscano- nel Parco Naturale della Val di Merse e vicino all’omonimo fiume: costruito dai monaci dell’Abbazia di Serena nel XIII secolo, fu utilizzato per lungo tempo non solo per la lavorazione del grano ma per la stessa sodatura; è stato però negli Anni Settanta del secolo scorso che le sue vicende si sono intrecciate con quelle della nota azienda alimentare, dato che il marchio “Mulino Bianco” esisteva dal 1977 ma fu nel 1989 che venne al compianto pubblicitario Armando Testa l’idea di scegliere proprio questa location, dopo averne visionate diverse, per gli spot che videro all’inizio impegnati nientemeno che nomi del calibro di Giuseppe Tornatore ed Ennio Morricone. E così dal 1990 al 1995 il Mulino delle Pile divenne la cornice entro cui ospitare quella che oggi è entrata come “la classica famiglia del Mulino Bianco” nell’immaginario comune, con tutte le accezioni positive e negative che ha acquisito in seguito. Stando ad Andrea Burchianti, che oggi della struttura è il titolare, il rapporto con l’azienda è comunque proseguito negli anni anche se, come è facile immaginare, gli ultimi spot oramai vengono girati in studio e ricreando gli ambienti al computer pur rifacendosi sempre in maniera più o meno consapevole all’edificio nelle campagne senesi.

LA STORIA DELL’EDIFICIO: OGGI E’ UN RINOMATO AGRITURISMO

Ma cosa c’è oggi all’interno del Mulino Bianco di Chiusdino, diventato un agriturismo in cui si può soggiornare e, nonostante le apparenze che sembrano collocarlo in un luogo al di fuori del tempo, dotato pure di tutti i confort? Aperto tutto l’anno, il Mulino delle Pile sul fiume Merse ha conservato al suo intero l’aspetto di un tempo anche se gli ambienti sono stati resi maggiormente ospitali: basti pensare al grande caminetto e la cucina organizzata come si usava un tempo nelle abitazioni di campagna, senza dimenticare che è stata aggiunta una piscina e che la torre è stata riadattata a biblioteca e che c’è un ristorante per gli ospiti ribattezzato non a caso “La Vecchia Macina”. Ideale stando ai proprietari ma pure alle varie recensioni per ospitare banchetti all’aperto ma anche vari tipi di cerimonie, meglio ancora se nella stagione estiva, insomma per una fuga dalla città come facevano appunto il papà giornalista e la mamma insegnante assieme ai loro figli in quel primo spot andato in onda nel 1990 per rivivere le atmosfere un po’ oleografiche ma certamente invitanti che il mulino suggeriva nell’Italia di quegli anni. Non va dimenticato inoltre che soggiornare nella struttura di Chiusdino può essere un’ottima occasione per partire anche alla scoperta delle tante bellezze che offre questa zona e che un po’ colpevolmente a volte vengono trascurate dalla fama di questo luogo: basti pensare ai resti della bellissima Abbazia di San Galgano e l’Eremo di Montesiepi oltre agli scavi del Castello di Miranduolo.

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