LIRICA/ La stagione operistica 2008-2009, tra tagli, riproposte e sorprese

- La Redazione

Dopo la giusta “ubriacatura” pucciniana si prevedono novità per il prossimo anno nei teatri di tutta Italia

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Ormai quasi definitivamente archiviata l’abbuffata pucciniana imposta dal 150° anniversario della nascita del compositore lucchese, per la Stagione 2008-2009 i cartelloni dei grandi teatri dovrebbero ritenersi finalmente liberi da ingombranti ricorrenze e dare vita a una programmazione all’insegna di libertà e coraggio, novità e spirito d’iniziativa. Al momento non ci è però ancora dato di sapere se questo nuovo anno verrà ricordato per gli enti lirici commissariati, i loro baratri finanziari, i temuti tagli al Fondo per lo Spettacolo, i tanto minacciati scioperi delle maestranze o, come tutti ci auguriamo, per meriti esclusivamente artistici.

Intanto un buon motivo per essere cautamente ottimisti lo troviamo subito: il prossimo 6 dicembre si attende con ansia la riapertura del Teatro Petruzzelli di Bari, storica istituzione musicale andata completamente distrutta ormai 17 anni fa in un incendio doloso. Per il capoluogo pugliese è ancora presto per parlare di una Stagione vera e propria ma, dopo le infinite burrascose vicende legate alla ricostruzione, è più che mai necessario offrire un forte segnale di presenza e per il concerto inaugurale sono state invitate le compagini dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino guidate da Zubin Mehta, chiamate ad eseguire due capolavori assoluti come il propiziatorio Te Deum di Verdi e la Sinfonia n. 1 “Titano” di Mahler.

Arie di novità anche sul versante del Teatro alla Scala di Milano, il “teatro dei teatri”: il sovrintendente Stéphane Lissner ha infatti annunciato che, in anticipo di tre giorni sull’inaugurazione ufficiale tradizionalmente legata alla serata di Sant’Ambrogio (che quest’anno vedrà in scena il verdiano Don Carlo diretto da Daniele Gatti), è prevista una recita in anteprima (il 4 dicembre, con il primo cast) aperta a un pubblico di soli giovani al costo simbolico di 10 euro. Tra spettacoli d’opera, balletti, concerti sinfonici, cicli “a soggetto” e recital, quest’anno la proposta scaligera si articolerà per un totale di duecentottanta appuntamenti; un aumento di attività decisamente significativo, se si pensa che prima del 2006 si attestava intorno a quota centosettanta.

Incremento del 10% per quanto riguarda le recite dedicate alla lirica anche nel cartellone 2008-2009 del Teatro Regio di Torino, firmato dal direttore musicale Gianandrea Noseda. Tra i nove titoli in cartellone, tutti più o meno di sicuro richiamo (al fianco dell’Italiana in Algeri di Rossini, del Don Pasquale di Rossini e della Bohéme di Puccini troviamo anche il Thaïs di Jules Massenet, la Dama di picche di Ciajkovskij e l’Adriana Lecouvreur di Cilea) lo scorso 5 ottobre l’inaugurazione è spettata alla Medea di Luigi Cherubini, un’opera in qualche modo ancora “scomoda”, approdata per la prima volta nel capoluogo piemontese ma ancora legata ai “fantasmi” evocati dall’indimenticabile interpretazione della grande Maria Callas.

Un titolo assolutamente inedito per la ribalta italiana è stato invece scelto dal direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna – il compositore Marco Tutino – per la serata inaugurale della Stagione d’Opera e Balletto 2008-2009: il 15 novembre debutterà per la prima volta in forma scenica Der Vampyr, melodramma di forte temperie romantica dovuto la compositore tedesco Heinrich August Marschner (sul podio Roberto Abbado). Saranno invece dieci i titoli d’opera che comporranno il cartellone 2009 del Teatro La Fenice di Venezia, dove al fianco di totem inamovibili come la verdiana Traviata o la Cavalleria rusticana di Mascagni (per la regia di Ermanno Olmi) troveranno posto la prima veneziana di Die tote Stadt di Erich Wolfgang Korngold e la prima rappresentazione assoluta de Il killer di parole di Claudio Ambrosini.

Tra il prestigio antico dei quattro i titoli messi in cartellone dal Maggio Musicale Fiorentino (inaugurazione il 20 novembre con il Sigfrido di Wagner diretto da Zubin Mehta) e il respiro internazionale della stagione 2009 del Teatro dell’Opera di Roma (che si aprirà il 20 gennaio con l’Aida di Verdi per la bacchetta di Daniel Oren), il resto della programmazione italica rispecchia gli alti e bassi di una situazione di generale crisi, a livello di idee e di finanze, con il Carlo Felice di Genova e il San Carlo di Napoli tristemente commissariati e i grandi teatri di tradizione che faticano a sbarcare il lunario… Lo spettacolo più triste mai offerto dalla patria del belcanto.

(Milena Ardesani)

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