RENATO ZERO/ Festeggia 67 anni in una Roma cambiata (Elisa 20 anni in ogni istante)

- Francesca Pasquale

Il popolare cantante romano Renato Zero tra gli ospiti del concerto – evento Elisa 20 anni in ogni istante, trasmesso in prima serata su Canale Cinque.

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Renato Zero a Elisa, 20 anni in ogni istante

ROMA NON PIÙ CITTÀ FATTA DI POPOLO VERO

A prendere parte allo show dell’Arena di Verona, Elisa 20 anni in ogni istante c’è anche il celebre cantante romano Renato Zero. Un artista che soprattutto negli anni 70 è stato sinonimo di trasgressione riuscendo tuttavia a conquistare l’appoggio del pubblico grazie ad un repertorio musicale trasversale. In una recente intervista rilasciata al periodico L’Espresso, ha parlato della sua carriera e di come un tempo la città di Roma fosse fatta di ‘popolo vero’. Queste le parole di Renato Zero a tal proposito: “Ho 67 anni e posso dire di aver vissuto. La mia vita comincia vicino a piazza del Popolo, in una Roma che non c’è più, fatta di popolo vero, di botteghe di artigiani che erano insieme luoghi di incontro e di lavoro, di palazzi con nobili che custodivano l’arte, avevano servitù italiana e qualche volta ne allevavano generosamente i figli”.

RENATO ZERO ED IL SOGNO INFRANTO DI FONOPOLI

Nel corso della stessa intervista rilasciata a L’Espresso, Renato Zero ha voluto entrare maggiormente tra le beghe della sua città ed in particolare rimarcando cosa è diventata oggi Roma peraltro facendo crollare il suo sogno di farla diventare Fonopoli ed ossia la città della musica. Questo il pensiero di Renato Zero che da pochi giorni ha compiuto 67 anni ed è in giro per l’Italia con il suo Zerovoskij.. solo per amore tour: “Quella dei palazzinari, del cemento che ha eliminato anche il ponentino, il venticello che era solo dei romani. Sono stati i palazzinari a far fallire il mio sogno di Fonopoli, la città della musica su cui ho lavorato vent’anni, che avrebbe formato artisti e dato occupazioni a un gran numero di macchinisti, sarti, truccatori. Allora non si parlava ancora di mafia capitale e io ero ingenuo come un cresimando, ma alla fine ho capito”.



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