Analisi/ Testo canzone di Sergio Sylvestre “Con Te”, Festival di Sanremo 2017

- La Redazione

Con te di Sergio Sylvestre, analisi del testo della canzone del cantante che sarà tra i 22 Big in Gara al Festival di Sanremo l’8 febbraio 2017

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Sergio Sylvestre

Sarà uno dei 22 Big in gara al Festival di Sanremo 2017 e salirà sul palco dell’Ariston cantando un brano scritto da Giorgia in collaborazione con Stefano Maiuolo. Oggi proviamo ad analizzare il testo per cercare di carpirne i significati più profondi. Innanzitutto, “Con te” inizia subito nel segno di un’assenza. Qualcuno se ne è andato e si fatica a trovare le colpe di questa partenza improvvisa che suona come un addio. “Così vai via, non lo so se è colpa mia, non c’è poesia” recita il primo verso. Ora, l’autore si sente vuoto dentro e questa sua mancanza interiore si riflette anche nella casa. E’ solo e questa solitudine viene paragonata a un terribile morbo quasi stilnovistico dei poeti duecenteschi. Nessun altro può capire come ci ci sente. Infatti, la canzone prosegue così: “C’è uno spazio vuoto dentro, è casa mia-Solitudine, una malattia che è mia, mia, mia”. Una solutidine che non può appartenere se non a chi è appena stato abbandonato. E, chi se ne è andato lasciando la casa ora sta con qualcun altro e ora non c’è più bisogno di nascondere le lacrime, il mondo che sembrava essere positivo è tornato quello che era prima: un disastro. “Con te ho nascosto le mie lacrime-Con te perchè adesso ci sta un altro con te”. Si ipotizza che ora l’altra persona sia più felice, abbia trovato una consolazione. “In questo disastro che chiamo il mio mondo-Mentre affondo io penso a te”. Nulla sembra più riuscire a tenere sulla terra ferma il nostro innamorato, ora precipita nuovamente nell’oscurità, nell’oblio e nel vuoto di prima. Prima tutto era leggerezza, insieme si erano costruite le pagine di una vita insieme. Tuttavia, si insiste, ora, dopo aver nascosto le lacrime per lei, questa si è buttata tra le braccia di qualcun altro. “Che sei per me leggerezza e pagine di noi-Che strappai con le mani, con le mani-Con te ho nascosto le mie lacrime-Con te perché adesso ci sta un altro con te.” Dopo questi versi del ritornello, lui si dice ormai rassegnato ma tutto quello che è successo resta dentro di lui. Con tutto questo bagaglio della storia d’amore, delle lacrime non gli resta che tornare al “disastro” di prima. A un mondo a pezzi, al vuoto. Infatti, la canzone prosegue: “Ma non importa quello che sento-Resta per me, dentro me-E da questo disastro a pezzi ritorno”. Tuttavia, la cosa più dolorosa con cui si conclude il testo prima del ritorno è il fatto che lei non sa quanta sofferenza ha arrecato e non lo saprà mai. Probabilmemte, ora sta vivendo la “poesia” con l’altro uomo e quindi e sfogliando delle nuove pagine della sua vita. Il ritornello insiste sull’assenza, sulla mancanza e l’ultimo verso della canzone insiste sul fatto che ora lei se n’è andata ma, un tempo, è stata sua […] “Ma eri mia, mia, mia”. Nulla potrà cancellare quello che hanno vissuto insieme, l’ardore della passione al limite della possessione.

(Dario Ghezzi)



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