Baby K, rapper “Icona”/ “Femminista? Sì! Sogno un mondo di persone con le stesse opportunità”

- Valentina Gambino

Baby K nella copertina del settimanale Grazia, racconta la sua musica e come ha cambiato le regole del gioco

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Baby K, cover "Grazia"

Baby K nella copertina del settimanale Grazia, racconta la sua musica e come ha cambiato le regole del gioco. Secondo lei infatti, ci sono voluti coraggio ed anche strafottenza: “Penso di avere ridato forza al ruolo femminile in un ambiente, il rap, dove si è sempre detto che le donne non fossero capaci, o credibili, che non avessero le rime e l’attitudine”. Nata a Singapore ma cresciuta a Londra, racconta che la sua vera forza è stata non legarsi a nessuno, nemmeno crew o gruppi rap. “Ero una lupa solitaria, che stava in piedi da sola, e che solo dopo è stata notata da altri rapper”. Poi la grande occasione collaborando con Tiziano Ferro: “Un giorno il mio Twitter esplode: Tiziano Ferro mi aveva citata in un’intervista. Alla domanda su chi ascoltasse nel tempo libero, lui rispose che ultimamente aveva scoperto questa rapper di Roma, che gli piaceva tanto, Baby K”. Poi le hits di grande successo, da Voglio ballare con te”, “Roma-Bangkok” e “Da zero a cento”. Il 16 novembre esce il nuovo album che di chiama “Icona”.

Baby K, la rapper “icona”: “Femminista? Sì!”

Per spiegare il titolo del nuovo CD, Baby K racconta che “tutti hanno voglia di essere icone”. L’importante è non farsi crocchiolare dall’invidia anche perché: “penso che ognuno sia artefice del proprio destino. L’invidia non fa parte della mia educazione”. In merito alla sua esperienza londinese dove è cresciuta aggiunge: “Non mi sono mai sentita inadeguata. La diversità in Inghilterra era una caratteristica in più. Qui, invece, vince un modello più piatto. Certo, ora mi darebbe fastidio se arrivasse una mia “clone””. E sulla questione femminile, in qualche modo sollecita le donne italiane a darsi una “svegliata”: “Troppe chiacchiere e pochi fatti. Anche in un movimento globale anti molestie come #MeToo: si poteva fare una rivoluzione, invece non c’è stato modo di unirci, siamo rimaste lì a criticarci a vicenda. Le donne non hanno ancora capito che hanno il potere che serve”. E quando le domandano se si senta o meno una femminista risponde: “Sì, se vuol dire che donne e uomini sono pari. Non vedo l’ora che arrivi il giorno in cui senza distinzione si parlerà di persone con le stesse opportunità”.

 

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