RENATO ZERO / Dai concerti di Zerovskij al nuovo film: “La vita non voleva sorridermi e io l’ho costretta”

- Annalisa Dorigo

Renato Zero arriva al cinema il 19, 20 e 21 marzo ripercorrendo uno dei suoi concerti all’Arena di Verona attraverso gli occhi del capostazione Zerovskij.

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Renato Zero

Renato Zero non finisce di stupire, presentandosi al grande pubblico in una veste decisamente inedita: il suo tour della scorsa estate è infatti diventato un film evento che sarà distribuito in 300 sale italiane i prossimi 19-20 e 21 marzo e sarà distribuito da Lucky Red. Sarà forse uno dei progetti più ambiziosi della sua carriera, soprattutto perché si tratterà di una sorta di concerto – teatro nel quale le canzoni si alterneranno alle storie di vita di Zerovskij, un semplice capostazione che vedrà passare davanti a sé non solo migliaia di persone ma anche il tempo, la vita, l’amore. Con il sottotilo del film ‘Solo per amore’, Renato Zero ripropone le riprese di uno dei suoi concerti all’Arena di Verona, con la regia di Gaetano Morbioli. Nell’anteprima romana del nuovo progetto, l’amministratore unico di Lucky Red Andrea Occhipinti conferma la soddisfazione per questo lavoro che già può contare su un buon risultato nella prevendita dei bigliotti e che si propone di avvicinare non solo i ‘sorcini storici.

Renato Zero: “Volevo sfuggire alla costrizione della regola”

Renato Zero è soddisfatto del film evento che verrà proiettato il 19, 20 e 21 marzo. All’anteprima romana dello spettacolo diretto da Vincenzo Incenzo ha infatti precisato: “Avete visto che roba? 120 persone sul palco e altrettante dietro. Qui mica stiamo ad asciugare gli scogli con il phone”. Ha quindi voluto spiegare le ragioni per le quali ha voluto evitare la semplice banalità di un tradizionale concerto, chiamando in causa proprio il suo alter ego Zerovskij: “volevo sfuggire alla costrizione della regola che stabilisce quei 5 minuti di una canzone, con playlist inchiodate, con tutto il rispetto verso i miei titoli più celebri ma non ne potevo più di una certa compiacenza verso il pubblico. Ho deciso di consegnarli del pane fresco perché voglio arrivare alla gente fragrante e sincero”. Zerovskij, infatti, “scopre di essere un angelo e anche per questo ha uno sguardo dolce e pietoso verso gli esseri umani pieni di ombre e incertezze, persone che andrebbero incensate perché si fanno un mazzo così per esistere, per vivere, per difendere un amore”. Da qui un inevitabile riferimento allo stesso cantante e ai problemi affrontati in passato: “Ho 67 anni, la vita non voleva sorridermi e l’ho costretta a farlo”.



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