Niccolò Fabi, dedica parco giochi alla figlia scomparsa/ Regalo per i bimbi del quartiere Tamburi di Taranto

- Silvana Palazzo

Niccolò Fabi, dedica parco giochi alla figlia scomparsa: un regalo per i bambini del quartiere Tamburi di Taranto, vicino lo stabilimento dell’Ilva. Le ultime notizie sul cantautore romano

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Niccolò Fabi - Foto Instagram

Due anni fa l’idea, ora sta per diventare finalmente realtà: Niccolò Fabi e la compagna Shirin Amini stanno per regalare un parco giochi al quartiere Tamburi, il rione vicino alo stabilimento Ilva di Taranto. Lo spazio sarà intitolato alla piccola Olivia, la figlia che la coppia ha perso nel 2010, quando aveva solo due anni, a causa di una meningite fulminante. Da allora il cantautore romano e la sua compagna sono impegnati in iniziative legate all’infanzia. Tutto è cominciato nel 2016 quando Fabi si è esibito proprio a Taranto per il concertone del Primo Maggio: si è fatta strada l’idea di un parco giochi in un’area ritenuta a “rischio” dal punto di vista ambientale. Il progetto è stato vagliato dalle amministrazioni ma bloccato da complicazioni legate all’identificazione del luogo adatto a causa della contaminazione del terreno. Niccolò Fabi e Shiri, presidente di Parole di Lulù, intanto si sono occupati della raccolta fondi. Il progetto finalmente partirà. 

NICCOLÒ FABI, DEDICA PARCO GIOCHI ALLA FIGLIA SCOMPARSA

Il parco giochi sorgerà accanto alla scuola Gabelli, su terreni già bonificati dagli inquinanti e nel cuore del quartiere Tamburi di Taranto. Lo spiegò nel 2017 il progettista, l’architetto Massimo Prontera: «Ci sarà un sistema di lavaggio e pulizia dei giochi, per evitare il deposito delle polveri». Niccolò Fabi annunciò sulla sua pagina Facebook  la notizia della morte di Olivia, la figlia avuta dalla compagna Shirin Amini: «Amici, vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere: questa notte una sepsi meningococcica fulminante ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l’ha conosciuta e amata, il dolore devastante che mi attanaglia la gola è la conseguenza dell’esperienza più. Inaccettabile orrida ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere…». Spiegò anche che avrebbe lasciato temporaneamente il palco, l’ultimo posto in cui desiderava stare in quel momento. Scriveva che avrebbe cercato il «modo per trasformare questo dolore e dare un senso costruttivo a questo incubo». In un certo senso ci è riuscito.



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