Mutui/ Arriva il FIA, un fondo per aiutare chi non può pagare il mutuo

- Maria Melania Barone

Mutui, chi ci guadagnerebbe dal fondo FIA, una proposta delle banche er aiutare i mutuatari morosi? Ecco un’analisi di funzionamento del fondo.

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Una proposta di legge stilata dalla Commissione banche, supportata da 4 istituti italiani, sta per approdare in Parlamento: l’obiettivo? L’istituzione di un fondo a sostegno di coloro che non sono in grado di pagare il mutuo della propria casa, per evitare ulteriori conseguenze socio-economiche alle famiglie italiane già duramente colpita dalla crisi conseguente alla pandemia e al conflitto in Ucraina che ha causato un incremento dell’inflazione. A ciò c’è da aggiungere anche l’aumento dei tassi sui mutui che comporterebbe una spesa aggiuntiva di 600 euro in più all’anno.

Mutui: in cosa consiste

Secondo le indiscrezioni, il fondo per i mutui dei meno abbienti dovrebbe prendere il nome di “Fia”.
Dal momento che la crisi economica comincia a farsi sentire nelle famiglie, il fondo Fia potrebbe garantire i cittadini morosi di sostituire un canone di leasing insostenibile oppure una rata di mutuo con una locazione sostenibile per il bilancio familiare.
Il progetto è stato proposto grazie alla collaborazione con CDP, doValue, Gruber, Gardens e la consulenza di Raffaele Lener, docente di diritto commerciale presso l’Università Tor Vergata. Il fondo potrebbe avere una matrice pubblica o privata ed è riservato agli investitori istituzionali.

Mutui: come dovrebbe funzionare

La richiesta di cessione del proprio immobile al fondo, così da poter accedere ad una locazione sostenibile, deve essere effettuata necessariamente dal creditore, non dal debitore e nemmeno dal fondo.
Il che significa che se la banca rintraccia un mutuatario moroso, potrebbe richiedere l’intervento del Fia le cui quote potrebbero essere negoziate sul mercato riservato: il fondo può proporre al creditore, la banca, l’acquisto dell’immobile su cui si vanta un credito deteriorato al prezzo di vendita definito e così da fissare il valore di riacquisto da parte del debitore che pagherà un canone di locazione concordato. Se l’istituto accetta la proposta, il fondo concede al mutuatario la casa o il fabbricato in affitto per 10 anni ad un canone anno che non può essere superiore al 5% del prezzo di acquisto dell’immobile.

Mutui: chi ci guadagnerà

Quindi se una banca ha da rivendicare ancora 100000 euro su un mutuatario moroso e dovesse accettare la proposta del fondo, la banca acquisirebbe i proventi di una vendita più 5000 euro, come corrispettivo del canone di locazione dell’ex debitore a fronte di un affitto annuale per 10 anni.
Se la banca non dovesse avere interesse a locare l’immobile, il fondo mette sul mercato il canone di locazione oppure la vendita dell’immobile.
Cosa guadagnerebbe l’ex debitore? Il mutuatario divenuto ormai ex debitore potrebbe invece accettare di prendere in affitto la casa oppure il terreno con la clausola di riacquisto dell’immobile per la durata di 10 anni ad un prezzo concordato. Se questa opzione non venisse selezionata dall’ex debitore, alla scadenza dei 10 anni o anche prima di questa virgola qualora il locatario fosse inadempiente, il fondo potrebbe rimettere sul mercato di immobile così da affittarlo oppure venderlo.






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