Nada Malanima/ “La fine del successo? Una benedizione. Arrivai ad essere anoressica”

- Anna Montesano

Nada Malanima, dal successo non voluto all’incontro con Piero Ciampi fino al flop con il disco scritto insieme: “Fu come una benedizione”

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Nada (Web)

Di recente il pubblico di Rai 1 ha potuto rivivere la storia del successo di Nada, nome d’arte di Nada Malanima, attraverso una miniserie con Tecla Insolia nel ruolo della protagonista. “La bambina che non voleva cantare” è, in effetti, ciò che realmente ha vissuto la cantante che a soli 16 anni si ritrovò ad avere un enorme successo e ad essere richiesta ovunque. Un successo che lei, però, visse molto male. In un’intervista a Repubblica del 2016, la cantante raccontò: “La bambina cresciuta troppo in fretta smise di andare a scuola. Per quattro anni fui prigioniera dello spettacolo. Cantavo, uscivo dal palcoscenico, vomitavo e rientravo. Ero diventata anoressica. C’è stato un periodo in cui mi nutrivo con le flebo”. Arrivata a questo punto, la sua vita e carriera prese una svolta: vicina al declino personale, annunciò di voler rompere il contratto discografico.

Nada e l’incontro con Piero Ciampi

A quel punto conobbe Piero Ciampi, con lui fece un disco che andò molto male. Fu la fine del suo successo. “Piero ci rimase malissimo, io ero abbastanza giovane da accettarlo quasi come una benedizione. – raccontò la cantante nell’intervista – In fondo, eravamo due autodistruttivi. Con la differenza che Piero credeva fortemente in quello che scriveva”. Quello con Piero fu, d’altronde, un incontro d’amore oltre che musicale: “Se l’ho amato? Se intendi andarci a letto, no. L’ho amato come si ama un fratello bizzarro e geniale. Sai, era come se ogni volta camminasse a piedi nudi sui vetri e il dolore fu la forma che diede alle sue canzoni”, raccontò l’artista.



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