Nancy Brilli/ “Esiliata dalla Rai da 17 anni, le donne al comando abusano del potere”

- Anna Montesano

Nancy Brilli si sfoga contro la Rai in un’intervista al settimanale Chi: “Esiliata da 17 anni. Trattata con sufficienza e arroganza!”

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Nancy Brilli

L’attrice Nancy Brilli ha rilasciato una lunga intervista al settimanale Chi. Il tema principale riguarda quello che lei stessa definisce “esilio dalla Rai”, che dura da diciassette anni. Questa la sua spiegazione: “Il mio ultimo lavoro in Rai risale a 17 anni fa. Parliamo di Commesse, una serie di successo. Da allora, niente più. Eppure, nei loro show, continuano a invitarmi”. Un argomento tornato a galla quando l’attrice ha pubblicato un provino da lei sostenuto per la serie L’Oriana sulla vita di Oriana Fallaci. In merito, la Brilli infatti racconta: “Ho raccontato come andò quel provino e di quanto sia difficile fare questo mestiere. In quella circostanza fui io a propormi dopo aver letto una prima ipotesi di sceneggiatura, che poi fu completamente diversa da quella andata in onda con la bravissima Vittoria Puccini”.

Nancy Brilli: “Trattata con sufficienza e arroganza”

Il trattamento ricevuto non è stato sicuramente dei migliori: “Bello il trucco, ma questi li facciamo anche noi a Tale e quale show. Per poi aggiungere che ero bravissima, ma troppo popolare e che le donne vere avrebbero faticato a riconoscersi in una come me. Mi fece male quella sufficienza, tanto quanto l’arroganza”, ammette Nancy Brilli alle pagine del settimanale diretto da Alfonso Signorini. L’attrice però ammette come a farle male sia stato soprattutto il comportamento di alcune donne: “E la cosa che più mi addolora è che anche alcune donne ne abusino. Come se una volta arrivate ai piani alti si sentissero in diritto di poter dire qualsiasi cosa. Potevo non piacere e non essere adatta, ma lì c’era solamente voglia di ferire”. Ad oggi le scelte sono ormai prestabilite: “Quando ci ho provato, mi è stato detto che non c’erano ruoli per me. Il vero problema è che oggi si parla sempre più spesso di ruoli prestabiliti. E che a scegliere non sono più i registi, ma funzionari vari o chi per loro”, conclude la Brilli.



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