Naspi 2023/ Chi può richiederla secondo la normativa attuale

- Maria Melania Barone

Naspi 2023, chi può richiederla secondo la normativa attuale e chi invece no. E a quanto ammonta il pagamento mensile accordato a chi perde il lavoro

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La Naspi 2023 è un’indennità riconosciuta a tutti i lavoratori dipendenti che involontariamente hanno perso il lavoro e viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà di quelle che precedentemente sono state pagate attraverso i contributi. Vengono calcolati a tal proposito i contributi corrisposti nei precedenti quattro anni.

Naspi 2023: chi può richiedere la naspi secondo l’attuale normativa

Ecco, secondo la normativa vigente a chi spetta questa indennità. La Naspi 2023 può essere percepita da tutti i dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Dal personale artistico con rapporto di lavoro subordinato; dai soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le stesse cooperative; operai agricoli a tempo indeterminato; apprendisti.

Invece non possono percepire l’indennità di disoccupazione i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, i lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, i lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia oppure quello anticipato; gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno stagionale.

Naspi 2023: come avviene il pagamento e come fare domanda

Il pagamento della Naspi 2023 avviene per via telematica entro 68 giorni direttamente dall’INPS. La domanda va presentata appunto all’INPS alla data di cessazione del rapporto di lavoro, dalla cessazione del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato; dalla cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro malattia professionale qualora questi problemi siano insorti nel corso del rapporto di lavoro che poi è venuto a mancare punto dalla definizione della vertenza sindacale o della data di notifica della sentenza giudiziaria; dal 38° giorno dopo la data di cessazione in caso delle licenziamento per giusta causa appunto entro i primi dieci giorni di ogni mese l’INPS dà la possibilità di verificare la data esatta del pagamento in modo da accedere al fascicolo previdenziale.







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