“No di Conte al Mes? Sono parole in un negoziato”/ Centeno (Eurogruppo) svela bluff?

- Dario D'Angelo

Giuseppe Conte: il no al Mes potrebbe non essere definitivo. Lo lascia intendere Màrio Centeno, presidente dell’Eurogruppo.

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Premier Giuseppe Conte (LaPresse, 2020)

Alla vigilia dell’Eurogruppo, la riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze che si incontreranno domani in videoconferenza, è il presidente Mário Centeno a rimarcare l’importanza di trovare una soluzione all’altezza della crisi che il mondo intero sta vivendo dallo scoppio della pandemia di coronavirus:”Vogliamo una soluzione in cui tutti possano dire di aver vinto, certamente, ma soprattutto devono vincere i cittadini europei. Glielo dobbiamo“. Nelle dichiarazioni rilasciate ad alcuni giornali europei, tra cui Il Corriere della Sera, Centeno ha ammesso come il vertice del Consiglio europeo del prossimo 23 aprile rappresenti uno snodo cruciale: “Nessun accordo tra leader Ue? Sarebbe un fallimento. L’economia europea sta subendo uno choc, senza precedenti“. Centeno, però, non si sente di escludere che alla fine il compromesso possa essere raggiunto sul Mes. Le parole del premier Giuseppe Conte, che ha pubblicamente negato l’utilità di questo strumento nella crisi, a suo dire potrebbero non essere definitive: “È l’approccio abituale quando si negozia. Prendo le parole che si pronunciano un po’ in tutta Europa come parte di un negoziato“.

CENTENO: “NO DI CONTE AL MES? PAROLE FANNO PARTE DI UN NEGOZIATO…”

Una delle possibilità è che alla fine le varie posizioni si incontrino sul Recovery Fund, il fondo per la ripresa proposto dalla Francia. Centeno al riguardo commenta: “È un modo per assicurare la solidarietà europea agli Stati più colpiti. Del resto la solidarietà è un’idea di base dell’Unione. E questa non è una crisi da affrontare con manuali vecchi, qui non è una questione di problemi strutturali dei singoli Paesi. Dobbiamo giocarcela come un solo giocatore“. Non è escluso a priori neanche il ricorso agli Eurobond, strumento più volte auspicato da Giuseppe Conte: “C’è una proposta di usare il Quadro finanziario pluriannuale, cioè il bilancio europeo, e un’altra di emettere debito comune. Le due non si escludono necessariamente. L’importante, lo ripeto, è spalmare nel tempo il costo della risposta“. Le principali resistenze all’uso degli Eurobond arrivano dall’Olanda, decisa a non cedere all’idea di mutualizzare il debito. Centeno però rilancia: “Mi permetta di dire che il mercato unico è già di per sé una forma molto forte di mutualizzazione. Compriamo fiori, prodotti tessili, pasta gli uni dagli altri. Nessuno è un’isola. Come può pensare qualunque dei nostri Paesi di andare avanti se l’Unione europea fallisce? Questo fu l’errore degli anni dell’austerità: pensare che si potesse risolvere il problema senza sostenere il mercato europeo. Del resto il piano francese mi sembra il tentativo di trovare una via di mezzo fra varie esigenze. Può avere una potenza di fuoco immediata e integrare l’idea di usare il bilancio Ue. Se non lo facciamo, i nostri cittadini perderanno tutti insieme“.

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