NUOVA ISIDE, PESCHERECCIO AFFONDATO DA PETROLIERA?/ Indagati due ufficiali (Le Iene)

- Dario D'Angelo

Nuova Iside, il peschereccio della famiglia Lo Iacono, è naufragato in mare il 12 maggio: ad affondarlo è stata la petroliera Vulcanello? Video Le Iene.

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Nuova Iside, foto Le Iene

Le Iene indagano sul mistero della “Nuova Iside“. Giulio Golia ricostruisce quanto accaduto al peschereccio di Terrasini naufragato la notte del 12 maggio a bordo del quale si trovavano Matteo Lo Iacono, il figlio Vito e il cugino Giuseppe. Il corpo di Vito, 27 anni, e l’imbarcazione non sono stati ancora recuperati. Come riportato da La Repubblica, la Procura di Palermo ha disposto il sequestro della petroliera Vulcanello, imbarcazione battente bandiera italiana che, da un esame della scatola nera, è risultata passare proprio in prossimità della rotta della Nuova Iside nel momento in cui il peschereccio dava traccia di sé per l’ultima volta. Due ufficiali della Vulcanello, un cittadino italiano e uno straniero, sono stati iscritti nel registro degli indagati, come riportato da Repubblica, con l’accusa di omicidio colposo, sommersione di nave e omesso soccorso. La decisione della procura palermitana di sequestrare la petroliera è da interpretarsi con la volontà di eseguire un accertamento tecnico irripetibile sull’imbarcazione attualmente ormeggiata nel porto siciliano di Augusta.

NUOVA ISIDE, PESCHERECCIO AFFONDATO DA PETROLIERA?

Il sospetto, avanzato dei familiari e degli amici di Vito, Giuseppe e Matteo Lo Iacono, è che tra la petroliera Vulcanello e la “Nuova Iside”, la notte tra il 12 e il 13 maggio, sia avvenuta una collisione a seguito della quale il peschereccio di Terrasini sarebbe affondato. L’avvocato della famiglia, sentito da Le Iene, ha raccontato che in un primo momento non era stata neanche effettuata l’autopsia sul corpo di Matteo. A richiederla espressamente sono stati loro “perché sulla sua nuca è possibile individuare un trauma cranico, un colpo perfettamente compatibile con un colpo che l’imbarcazione avrebbe ricevuto e che avrebbe portato Matteo a cadere all’indietro”. Il fatto che uno dei tre marinai indossasse la felpa al momento del ritrovamento in mare lascia presupporre che l’incidente sia avvenuto di notte. Un’ipotesi sostenuta anche dai messaggi inviati dai familiari e non letti dai pescatori, oltre che dal fatto che il segnale del blue box delle 23.45, che ogni due ore esatte manda il segnale della posizione della barca alla capitaneria di porto, non è stato inviato. Secondo il legale, si è trattato di “un evento improvviso e fulmineo, avvenuto tra le 22.33 e le 23.45“. Talmente fulmineo da impedire ai tre di attivare i tanti sistemi d’allarme. La società armatrice di quella petroliera, in merito alla richiesta di un’intervista, ha inviato una lettera a Giulio Golia declinando l’invito “in quanto è già in corso un’indagine della magistratura che riguarda la nave. La società ha anche avviato una indagine interna. Al termine delle indagini la compagnia sarà lieta di incontrarla“. Clicca qui per il video del servizio de Le Iene.







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