OMELIE LAICHE/ Il metodo per arrivare alla felicità: la sequela di Cristo

- Eugenio Russomanno

Non ci salva la sapienza umana ma il Fatto di Cristo nella sua semplicità. Un'esperienza che non deve essere tenuta nascosta ma raccontata al mondo intero

rublev cristo nativita 1 arte web1280 640x300 A. Rublev, Natività, particolare (Mosca, Cattedrale dell'Annunciazione)

“Venite: prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il Signore, nostro Dio”. Nell’Antifona notiamo in quel “prostrati” tutta la fede di questi fedeli.

La Liturgia propone, come sempre, due preghiere di Colletta alternative. La prima. “Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, o Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione”. “Con paterna bontà”: Dio è padre (lo diciamo anche nel Pater noster). Dicono che in Occidente sia in crisi la figura del padre, forse perché è in crisi il senso di Dio.

La seconda preghiera. “O Dio, che fai risplendere la tua gloria nelle opere di giustizia e di carità, dona alla tua Chiesa di essere luce del mondo e sale della terra, per testimoniare con la vita la potenza di Cristo crocifisso e risorto”. “La potenza di Cristo crocifisso e risorto”: la potenza di Cristo dovrebbe consistere nella sua capacità di vittoria sulla morte.

La Seconda lettura, dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi, è molto significativa: «Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio”. Non parole altisonanti della sapienza umana, ma il Fatto di Cristo nella sua semplicità converte veramente.

L’acclamazione al Vangelo spiega il metodo per arrivare alla felicità: la sequela di Cristo. “Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me, avrà la luce della vita”. Il Vangelo ha un forte accento missionario: risplenda la luce cristiana davanti agli uomini. È bello quello che dice il Signore: la luce cristiana illumini il mondo! “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ‘Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli'”.

L’Antifona alla comunione potrebbe essere discutibile: “Ringraziamo il Signore per il suo amore, per le sue meraviglie a favore degli uomini, perché ha saziato un animo assetato, un animo affamato ha ricolmato di bene”. Guardiamo la nostra esperienza e vediamo se questi versetti sono veri.

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