Omicidio Khashoggi, arrestato uno dei sospettati/ Fermato a Parigi, “andava a Riad”

- Dario D'Angelo

Jamal Khashoggi: arrestato a Parigi uno dei sospettati per l’omicidio. Si tratta del 33enne ex guardia reale saudita Khaled Aedh Alotaibi.

Jamal Khashoggi
Jamal Khashoggi ucciso in Turchia (Facebook, 2018)

Khaled Aedh Alotaibi, ex guardia reale saudita di 33 anni, uno dei 26 uomini sospettati di aver ucciso il giornalista dissidente Jamal Khashoggi, è stato arrestato all’aeroporto Charles-de-Gaulle di Parigi.
Lo riferisce l’agenzia di stampa AFP, secondo cui l’uomo stava viaggiando con un passaporto a suo nome ed era in procinto di imbarcarsi alla volta di Riad. Una volta fermato all’interno dello scalo parigino, Alotaibi è stato posto in stato di fermo giudiziario, come hanno riferito fonti giudiziarie ed aeroportuali francesi. Secondo altre fonti vicine citate da TGCom24, ad eseguire il fermo sarebbe stata in particolare la Police aux Frontie’res (Polizia di frontiera). La radio francese Rtl ha spiegato che il 33enne era ricercato dall’Interpol insieme ad altri 19 funzionari sauditi, a seguito di un mandato di cattura per omicidio emesso dalla Turchia.

Jamal Khashoggi, arrestato uno dei sospettati per l’omicidio

Jamal Khashoggi, 59 anni, venne ucciso all’interno del consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre del 2018. Il giornalista, estremamente critico nei confronti di Riad, si trovava in esilio dal 2017. Al consolato si era recato per ottenere un documento necessario per celebrare il matrimonio con la fidanzata Hatice Cengiz. Da lì, però, non è mai uscito. Torturato, soffocato e fatto a pezzi: il suo corpo non è mai stato rinvenuto. Alotaibi, accusato di aver fatto parte del commando che ha eseguito materialmente l’omicidio di Khashoggi, potrebbe sulla carta fornire elementi nuovi all’indagine. Diversa la versione di Riad, secondo cui responsabile dell’uccisione del giornalista furono i servizi segreti «deviati». Un dossier dell’intelligence USA diffuso nel febbraio 2021 ha invece accusato il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman di essere il mandante dell’omicidio.



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