Omicidio Voghera “Adriatici minacciato di morte”/ L’avvocato “Colpo in canna? Si può”

- Alessandro Nidi

Omicidio Voghera, l’avvocato dell’assessore Massimo Adriatici rivela che era stato minacciato e girava armato per difendersi

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Massimo Adriatici, Facebook

L’omicidio di Voghera, nel quale l’ex assessore comunale alla Sicurezza, Massimo Adriatici, ha sparato e ucciso un cittadino marocchino di 39 anni, è stato commentato sulle colonne del quotidiano “Il Dubbio” dall’avvocato del leghista, attualmente ai domiciliari. Si tratta del presidente della Camera penale di Verbania, Gabriele Pipicelli, il quale ha dichiarato che “sempre più spesso viene inserita una sorta di lettera D all’articolo 274 del codice di procedura penale: tra le esigenze cautelari viene inserito anche il clamore mediatico. È accaduto in questo caso, ma accade troppo spesso anche in altre situazioni”.

Immediato il quesito che in molti si sono posti negli ultimi giorni: perché Adriatici girava con una pistola con il colpo in canna? Secondo l’avvocato, con la pistola dell’esponente del partito del Carroccio, una Beretta modello 21, calibro 22, il colpo può essere tenuto in canna o non in canna, senza alcun obbligo o divieto di sorta. “Se decido di avere una pistola col colpo in canna è per non avere il problema di dover pensare a come usarla ed è un porto dell’arma legittimo – ha aggiunto –. Da nessuna parte sta scritto che non si possa viaggiare con l’arma col colpo in canna. Adriatici aveva un porto d’armi, rilasciato dalla prefettura dopo una verifica di idoneità”.

OMICIDIO VOGHERA: “ADRIATICI ERA STATO MINACCIATO DI MORTE”

Su “Il Dubbio”, l’avvocato Pipicelli ha asserito che l’esigenza di Massimo Adriatici di girare armato deriva dal fatto che, in qualità di avvocato, aveva ricevuto minacce di morte (documentate) all’interno di un’aula di giustizia, ma i pericoli derivavano anche da pregresse attività e operazioni in cui era stato coinvolto come poliziotto e che erano sfociate in condanne pesanti per personaggi di un certo spessore. In riferimento all’aggressione, il legale ha ribadito che Adriatici non è in grado di dire con esattezza se il proiettile sia partito quando ha ricevuto il pugno da parte del 39enne o successivamente alla caduta.

“Adriatici – ha commentato Pipicelli – ha tirato fuori la pistola nel momento in cui El Boussettaoui gli si è avvicinato con fare minaccioso per sferrargli un pugno. Ora, però, a Voghera si respira un clima di caccia allo sceriffo”. Asserendo, ancora, che, se Adriatici non fosse stato assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera e fosse stato un semplice cittadino, non sarebbe stata applicata la misura cautelare. “La legge richiede di capire se l’errore è scusabile o inescusabile, ma il fatto va valutato una volta acquisiti tutti gli elementi”.

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