Omissione contributiva INPS/ Sconto fino al 50% sulle multe: ecco come funziona (29 febbraio 2024)

- Danilo Aurilio

In caso di omissione contributiva dell'INPS, lo scudo fiscale prevede una maggior tutela al contribuente "distratto", consentendogli di regolarizzare la posizione pagando meno.

Sportello INPS Sportello INPS per le pensioni (Ansa, Ciro Fusco)

L’omissione contributiva INPS è un reato che va punito. In un periodo dove vige lo scudo fiscale a protezione del contribuente volenteroso di pagare i suoi debiti e sanare la sua posizione debitoria, è previsto uno sconto sulla multa anche in questi termini.

A prevederlo – rendendolo valido dal mese di settembre – è la bozza del Decreto Legge del PNRR, resa effettiva pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri, che ha ammesso la possibilità di poter risparmiare sulla multa da applicare all’eventuale omissione dei contributi previdenziali.

Sconto sull’omissione contributiva dell’INPS

Verosimilmente allo scudo fiscale sull’omissione dell’IVA, anche l’omissione dei versamenti della posizione contributiva può essere ridotta (salvo rispettando dei requisiti prefissati dall’ente della previdenza sociale).

Giusto per fare un esempio: su 100€ di contributi non versati, la sanzione spettante ammonterebbe a 10€, che equivale al 10% del versamento omesso (con maggiorazione del 5,5% prevista dal Tur). Lo sconto previsto è del 50%, e vale per “tutti i reati” in cui si è appurato il mancamento del pagamento.

Ad esempio, se la natura del reato fosse di evasione dei contributi previdenziali, allora anziché applicare il 30% sul totale (come sanzione), verrà addebitato il 15% (purché la posizione venga regolarizzata entro trenta giorni).

Lo stesso dicasi in caso omissione (per distrazione o errore) o ancora per ritardi, dove anziché il 10% si pagherà il 5% (anche in questo caso il debito dev’essere saldato entro i 30 giorni dalla notifica).

Sanzioni scandite “a tempo”

La gravità di omettere i contributi INPS – volontariamente o meno – resta la stessa. Ad eccezione del principio di “incertezza“, dove il contribuente italiano potrebbe per dimenticanza o errore, non aver versato le quote da destinare ai dipendenti o a sé stesso, per maturare i requisiti pensionistici.

In questo specifico caso – oltre agli sconti già citati – sussiste la possibilità di annullare la multa e limitarsi a pagare gli interessi legali (che risulteranno poco oneroso).





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Riforma fiscale

Ultime notizie