Oms: 3 accordi per condivisione vaccini e test Covid/ Brevetti e licenze: “strumenti per prevenire pandemia”

- Niccolò Magnani

Oms sigla tre accordi per la condivisione di vaccini, test anti-Covid e tecnologie per contrastare la pandemia: brevetti, licenze e know-how, “strumenti per prevenire il virus”

Direttore OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS (LaPresse, 2023)

GLI ACCORDI TRA OMS E AZIENDE PER LA CONDIVISIONE DI VACCINI E TEST ANTI-COVID

L’Oms ha annunciato il raggiungimento di tre nuovi accordi di licenza acquisiti attraverso il Medicines Patent Pool (MPP) per sviluppare e condividere strumenti di lotta scientifica al Covid-19: in particolare, gli accordi conclusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità includono licenze per trasferire «know-how, materiali e dati clinici necessari in diversi paesi».

Nello specifico, rileva l’Oms, i tre accordi riguardano: Medigen Vaccine Biologics Corp, che offre il brevetto per un vaccino contro il Covid-19 già somministrato a 3 milioni di persone in 7 Paesi; Consiglio nazionale delle ricerche spagnolo (Csic) condivide la licenza per prototipo di vaccino contro il Covid-19, con l’accordo che prevede «visite e formazione agli impianti, assistenza diretta e consultazione continua con i produttori beneficiari, anche su questioni di qualità e normative». Da ultimo, l’Università del Cile condivide la sua tecnologia per un test Covid-19 per la quantificazione degli anticorpi neutralizzanti.

OMS: “COVID RESTA NEL MONDO, QUESTI STRUMENTI OTTIMI PER PREVENIRLO”

I tre importanti risultati ottenuti dall’Oms nascono all’interno del Covid-19 Technology Access Pool (C-TAP), una partnership multi-stakeholder per facilitare la condivisione della proprietà intellettuale, della conoscenza e delle innovazioni. Come spiega il Quotidiano Sanità, il C-TAP è nato nel maggio 2020 grazie alla mossa di OMS e governo del Costa Rica con il sostegno di 44 Stati membri, del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, Unitaid, Unaids e di partner esecutivi come MPP. È normato secondo i principi dell’invito all’azione Solidarity «ed è stato progettato per fungere da piattaforma per gli sviluppatori di terapie, diagnostica, vaccini e altri prodotti sanitari per il Covid-19 per condividere volontariamente la loro proprietà intellettuale, conoscenze e dati per accelerare l’innovazione tecnologica e espandere la capacità produttiva globale».

Dopo il via libera dei tre accordi su brevetti e licenze, il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha sottolineato come «Covid-19 è qui per restare e il mondo continuerà ad aver bisogno di strumenti per prevenirlo, testarlo e curarlo», ma attraverso C-TAP, «l’Oms e i nostri partner si impegnano a rendere questi strumenti accessibili a tutti, ovunque. Sono grato alla leadership mostrata dai titolari delle licenze che hanno contribuito con la tecnologia». Secondo il direttore esecutivo del Medicines Patent Pool Charles Gore, l’accesso ai farmaci essenziali e alle tecnologie per contrastare Covid e altre malattie «deve rimanere una priorità assoluta nell’agenda sanitaria globale». Al culmine della pandemia, ricorda l’Oms, solo due strutture nel settore della sanità pubblica hanno deciso di condividere le loro tecnologie chiave contro il Covid-19 con C-TAP: sono state il Consiglio nazionale delle ricerche spagnolo (CSIC) e l’Istituto nazionale di sanità (NIH) degli Stati Uniti.





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