Oms “Vaccino Covid non prima di metà 2021″/ “6 candidati già in fase sperimentazione”

- Raffaele Graziano Flore

Oms, “Un vaccino di massa contro il Covid-19 non prima della metà del 2021”. Margaret Harris, portavoce dell’organizzazione: “Almeno 6 dei 9 ‘candidati’ sono già in fase di sperimentazione”

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Coronavirus, la ricerca di un vaccino e di nuove cure (Web, 2020)

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fatto sapere quest’oggi che per avere un vaccino efficace contro il Covid-19 che possa essere somministrato in massa si dovrà attendere almeno la metà dell’anno prossimo: questa è, realisticamente, la finestra temporale indicata da Margaret Harris, portavoce della stessa organizzazione transnazionale, nel corso dell’odierna conferenza stampa tenutasi in quel di Ginevra. “Le vaccinazioni di massa anti-Covid non ci saranno prima della metà del 2021” ha spiegato la Harris precisando inoltre che almeno sei dei nove candidati vaccini di cui da tempo si parla sono oramai già in fase avanzata di sperimentazione e, a loro volta, alcuni di questi si troverebbero invece alla fase tre dei relativi studi clinici. Insomma, dichiarazioni improntate da una parte all’ottimismo ma che comunque smorzano i toni trionfalistici di coloro che nelle scorse settimane auspicavano l’arrivo di un vaccino già per la fine di quest’anno.

OMS, “VACCINAZIONE DI MASSA PER IL COVID NON PRIMA DEL 2021”

Nel corso del suddetto incontro di briefing con i giornalisti, è stata la stessa Margaret Harris a fornire inoltre alcune delucidazioni in merito alle fasi di sviluppo dei vaccini candidati: “La fase tre richiede molto più tempo perché dobbiamo vedere quanto il vaccino sia realmente protettivo e inoltre quanto sia sicuro per la salute” ha detto con riferimento agli studi clinici in corso. Tra l’altro le parole della spokeswoman dell’OMS arrivano a stretto giro di posto dopo che proprio ieri la Commissione UE aveva fatto sapere che invece un vaccino dedicato esclusivamente alle categorie cosiddette a rischio, tra cui gli stessi operatori sanitari, potrebbe essere già a disposizione dal prossimomese di novembre anche se su questo punto non c’è al momento unanimità da parte della comunità scientifica.



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