Ossigenoterapia iperbarica in pazienti Covid-19/ Affiancherà cura standard: lo studio

- Emanuela Longo

Ossigenoterapia iperbarica in pazienti Covid-19: lo studio. Il trattamento sarà usato in aggiunta alla tradizionale terapia contro il Coronavirus

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Reparto di terapia intensiva (LaPresse)
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E’ stato annunciato uno studio basato sull’ossigenoterapia iperbarica ed applicato a pazienti Covid-19 come aggiunta alla terapia tradizionale per il Coronavirus. Attualmente, come si legge nel portale di studi accademici, ClinicalTrials.gov, il trattamento di ossigenoterapia iperbarica coinvolgerà 40 pazienti positivi con difficoltà respiratoria, presso il NYU Winthrop Hospital, previa valutazione di un team di esperti. Al termine dello studio sarà eseguito un confronto dei risultati ottenuti tra pazienti sottoposti al trattamento e pazienti che sono stati curati con i trattamenti standard. Lo studio in questione consiste nel valutare l’efficacia dell’ossigenoterapia iperbarica come dispositivo di emergenza nel trattamento di pazienti con il nuovo Coronavirus. Coloro che risponderanno ai requisiti richiesti saranno inclusi nello studio e trasportati nell’unità iperbarica con tutte le dovute precauzioni del caso secondo protocolli ospedalieri. Il paziente verrà quindi posizionato nella stanza monoposto e solo una volta richiusa la porta dietro di sè potrà rimuovere la maschera respiratoria. Quindi riceverà 90 minuti di ossigeno iperbarico a 2.0 ATA con o senza interruzioni d’aria.

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OSSIGENOTERAPIA IPERBARICA IN PAZIENTI COVID-19: LO STUDIO

Terminato il trattamento in ossigenoterapia iperbarica il paziente tornerà nella unità medica e proseguirà la sua cura standard contro il Coronavirus. Sono previsti fino a cinque trattamenti in totale di ossigenoterapia iperbarica che saranno somministrati solo se giustificati e concordati con il paziente e con chi si prende cura di lui. Al termine dello studio sarà eseguito un confronto tra le condizioni dei pazienti sottoposti al trattamento e quelli che hanno proseguito con le cure tradizionali. La data di completamento dello studio che prenderà il via nel mese di aprile è stimata al prossimo luglio 2020. In merito ai requisiti contenuti nei dettagli dello studio pubblicato su ClinicalTrials, non sono ammessi volontari sani, mentre l’età idonea del paziente è superiore a 18 anni, dunque adulti ed anziani sia di sesso femminile che maschile. Ma soprattutto i pazienti devono avere come requisito imprescindibile la positività al Coronavirus. Non saranno ammesse donne in stato interessante e pazienti con pneumotorace non trattato.

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