Oxford, proteste studenti per evento cristiano/ “Intolleranti, è cancel culture!”

- Andrea Murgia

L’associazione evangelica Christian Concern è stata accusata di aver seminato «profondo turbamento» tra gli studenti del Worcester college di Oxford. Gli universitari hanno protestato, scuse dal rettore

Corsi università
Lezioni università ai tempi del Covid-19 (LaPresse, 2020)

L’associazione evangelica Christian Concern è stata accusata di aver seminato «profondo turbamento» tra gli studenti del Worcester college di Oxford, l’elegante residenza settecentesca che, dal 6 al 10 settembre scorso, ha ospitato l’ultima edizione della Wilberforce Academy, annuale ritiro estivo di giovani cristiani britannici. La notizia è stata riportata oggi dal quotidiano ‘Avvenire’. Turbati dal programma dell’iniziativa, organizzata in sessioni su islam, sacralità della vita, omosessualità, teologia dell’arte e moralità della legge, gli universitari hanno protestato e così il rettore dell’istituto, David Isaac è stato costretto a scusarsi pubblicamente.

L’associazione Christian Concern due anni fa era entrata nel mirino in occasione dell’edizione 2019 della Wilberforce Academy, quando fu rafforzata la sicurezza a causa dell’opposizione dell’associazione «all’aborto, all’islam e ai diritti delle persone Lgbtq» che avrebbe potuto portare a scontri. Questa volta l’evento era già concluso e gli studenti hanno trovato nei corridoi e nelle aule i resti dell’allestimento che aveva fatto da cornice alla formazione di ispirazione cristiana di un centinaio di ragazzi.

Nel caso che ha visto coinvolta la Christian Concern, il rettore Isaac del college di Oxford, ha presentato le sue «incondizionate scuse» e ha promesso di aggiornare in maniera restrittiva le procedure per l’affitto della struttura agli esterni. Per farsi perdonare, ha anche destinato il canone che Christian Concern ha versato nelle casse del college per iniziative dedicate a «inclusione, diversità ed equità».

La presidentessa dell’associazione evangelica, Andrea Minichiello Williams, ha interpretato le scuse del rettore come una sorta di «voltafaccia» frutto della «cancel culture». Williams ha aggiunto anche che «a vincere è un piccolo gruppo di attivisti che non tollerano che alcuna visione si allontani dalla propria ideologia».



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