Paolo Bellini “è nel video della strage di Bologna”/ “Quel giorno tornò tardi…”

- Alessandro Nidi

Paolo Bellini riconosciuto dall’ex moglie in un video amatoriale immediatamente successivo alla strage di Bologna: crolla il suo alibi

Strage di Bologna, l'orologio
L'orologio fermo all'ora della strage nella Stazione di Bologna (LaPresse, 2019)

Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, vede vacillare il proprio alibi in merito alla strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980. L’ex moglie, Maurizia Bonini, ha riconosciuto l’uomo in un video girato alla stazione da un turista straniero appena dopo il massacro, nel quale persero la vita 85 persone e altre 200 rimasero ferite: “È Paolo, è certamente Paolo, perché ha una fossetta accanto al mento – ha dichiarato la donna nel corso del processo –. Ha i capelli più indietro, ma è comunque lui, nella foto del telegiornale lo riconosco ancora meglio. È Paolo ed è riconoscibile da parte mia nella parte inferiore del filmato”.

Una testimonianza a dir poco decisiva e destinata a riscrivere una pagina di storia (drammatica) della nostra nazione; infatti, lo stesso Bellini negli anni Ottanta aveva respinto qualsiasi accusa, sostenendo la propria innocenza e sottolineando di non poter essere implicato in quell’attentato, in quanto lui si trovava in villeggiatura con la sua famiglia presso un albergo al Passo del Tonale. Una versione smentita dalla sua ex coniuge, che ha affermato che partirono effettivamente da Rimini per andare in ferie quel giorno, ma solo dopo pranzo, in quanto “Paolo arrivò tardi”.

PAOLO BELLINI, L’EX MOGLIE: “MAI L’AVREI IMMAGINATO CAPACE DI UNA SIMILE STRAGE”

Come riportano i colleghi de “La Repubblica” sulla versione digitale del quotidiano, la signora Bonini ha affermato quindi che mai avrebbe ritenuto Paolo Bellini capace di compiere una strage simile e soltanto negli anni successivi ha compreso che il suo ex marito aveva una vita parallela, dal momento che confessò una serie di reati e di omicidi compiuti. La deposizione in aula è avvenuta con la protezione di un paravento, in quanto la donna non voleva che l’ex coniuge potesse vedere il suo volto e la procura generale e i legali di parte civile hanno detto di sì, con il benestare della Corte.

Bellini, tuttavia, ha asserito: “Allora esco dall’aula mentre testimoniano i miei parenti, ma i miei legali hanno il diritto di vedere la testimone”. Così ha fatto, ma comunque il paravento è rimasto al suo posto, anche perché, “Bellini potrebbe rientrare in qualsiasi momento”.

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