Paolo Bonanni/ “Tracciamento eviterà lockdown in caso di seconda ondata coronavirus”

- Carmine Massimo Balsamo

Paolo Bonanni, esperto di Sanità Pubblica, al Corriere: “La app Immuni è stata scaricata da poche persone e comunque non sarebbe bastata da sola”.

paolo bonanni
Immagine di repertorio (Foto LaPresse)

È possibile scongiurare un nuovo lockdown anche in caso di seconda ondata di coronavirus: ad affermarlo è Paolo Bonanni, esperto di Sanità Pubblica e professore ordinario di Igiene all’Università di Firenze. A differenza di quanto registrato in questi giorni negli Usa, con alcuni Stati costretti a blindare alcune zone a causa dell’aumento massimo di nuovi casi, in Italia sarebbe possibile evitare una nuova chiusura totale grazie al tracciamento: «Se siamo capaci di contenerli là dove si manifestano, non sarà necessario bloccare di nuovo tutte le attività con un lockdown generalizzato. È cruciale valutare la velocità con cui i focolai si diffonderanno. Mi viene in mente la Liguria, dove ci sono stati pochi giorni fa 14 casi di cui 12 in una casa di riposo. Se succede questo, se si identificano precocemente i contatti stretti e si è in grado di fare il tracciamento dei soggetti che provengono tutti dallo stesso luogo, probabilmente saremo capaci di contenere il contagio con il solo isolamento di alcune zone», le sue parole ai microfoni del Corriere della Sera.

PAOLO BONANNI: “TRACCIAMENTO EVITERÀ NUOVO LOCKDOWN”

Paolo Bonanni ha spiegato che l’Italia si trova attualmente nella situazione epidemiologica ideale: ci sono pochi nuovi casi positivi ed è possibile effettuare un tracciamento preciso. Secondo l’esperto, molto dipenderà dalla bravura delle autorità a tenere i focolai sotto controllo nelle prime fasi. E la strada per scongiurare il peggio è tracciata: «Sarebbe necessario ci fossero tracciatori di contatti diffusi in modo capillare sul territorio. La app “Immuni” è stata scaricata da poche persone e comunque non sarebbe bastata da sola, serve anche una forza lavoro umana. Non necessariamente devono essere medici specialisti in igiene, possono essere gli assistenti sanitari (che sono deputati a farlo per competenza professionale), ma anche semplici studenti di medicina degli ultimi anni opportunamente formati».

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