Paolo Borsellino, chi era e come è morto/ La strage di Via D’Amelio, il legame con Giovanni Falcone

- Mirko Bompiani

Chi è e com’è morto Paolo Borsellino: il legame forte con Giovanni Falcone, anche lui vittima di un attentato di Cosa nostra nella strage di via D’Amelio

paolo borsellino
I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (LaPresse)

PAOLO BORSELLINO, IL DOLORE PER LA MORTE DELL’AMICO GIOVANNI FALCONE

Tra le personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale insieme al collega e amico Giovanni Falcone, Paolo Borsellino è considerato un simbolo nostrano. Un magistrato che ha dato la vita per contrastare le organizzazioni criminali, dall’esperienza nel pool antimafia fino al maxiprocesso di Palermo, pronto a tutto per denunciare il malfunzionamento della giustizia, basti pensare alla denuncia di quanto stava accadendo alla Procura di Palermo alla fine degli anni Ottanta che gli causò un provvedimento disciplinare.

Paolo Borsellino è stato tra i primi, se non il primo in assoluto, a capire il ruolo fondamentale dei pentiti per sconfiggere la mafia e Cosa Nostra. Il suo legame con Falcone è passato alla storia e la morte dell’amico nella strage di Capaci lo fece soffrire morto, tanto da rifiutare il ruolo di super procuratore che il collega aveva appena assunto. Rimase a Palermo per continuare a lottare contro Totò Riina, consapevole di essere l’obiettivo principale di Cosa Nostra…

PAOLO BORSELLINO, COME È MORTO

La morte di Paolo Borsellino risale al 19 luglio 1992, 57 giorni dopo la strage di Capaci che costò la vita a Giovanni Falcone e ad altre quattro persone. Dopo un pranzo a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese ed i figli, Manfredi e Lucia, il magistrato si recò in via D’Amelio insieme alla sua scorta. In programma una visita alla madre e alla sorella. Poco prima delle 17.00, però, l’attacco mafioso: una Fiat 126 imbottita di tritolo esplose al passaggio del giudice. Insieme a Paolo Borsellino morirono i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonino Vullo. Il funerale di Paolo Borsellino si tenne in forma privata per volere della famiglia –accusava il governo di non aver saputo proteggere il marito – il 24 luglio, ma parteciparono 10 mila persone, segno della grande importanza del lavoro svolto dal magistrato nella lotta contro Cosa Nostra.







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