Paolo Cirino Pomicino: “Bugie su mia intercettazione”/ “Il nostro Stato è in declino”

- Alessandro Nidi

L’ex ministro Paolo Cirino Pomicino esterna sulle colonne de “Il Giornale” le sue riflessioni: “Perché avrebbero dovuto spiarmi se non ero indagato?”

Cirino Pomicino
Paolo Cirino Pomicino (LaPresse)

Sulle colonne de “Il Giornale” di oggi, mercoledì 27 gennaio 2021, campeggia l’intervento di Paolo Cirino Pomicino, ex ministro per la Funzione Pubblica (dal 13 aprile 1988 al 22 luglio 1989) e del Bilancio e della Programmazione economica (dal 22 luglio 1989 al 28 giugno 1992). Il suo nome è tornato prepotentemente d’attualità in seguito al libro-intervista “Il Sistema” scritto dal magistrato Luca Palamara con Alessandro Sallusti, nel quale il magistrato rivela che, a luglio 2018, il leader della corrente di Sinistra Giuseppe Cascini, mi vuole incontrare per dirmi di fermarmi su Woodcock”.

Il motivo? “Un’intercettazione tra Legnini, vicepresidente del Csm e quindi arbitro della contesa, e l’ex onorevole Cirino Pomicino, in cui Legnini parla molto male del pm napoletano”. Cirino Pomicino conferma quanto descritto: “Con Legnini ho parlato, l’ho incontrato per caso in un bar vicino al Csm. Avevamo un giudizio negativo su Woodcock, credo condiviso dal 90% degli italiani”. L’ex ministro (poi assolto da ogni accusa) ha rivelato di aver scritto a suo tempo al pm per capire da chi giungeva la sua intercettazione e se fosse possibile averne copia, ma il no è stato categorico.

PAOLO CIRINO POMICINO: “VOLEVANO INTERCETTARE LEGNINI”

Un rifiuto che Paolo Cirino Pomicino tutto subito non ha saputo spiegarsi, salvo poi arrivare con il tempo a una sua personale conclusione, riferita a “Il Giornale”: “Dicono di avere intercettato me e Romeo, al quale avrei raccontato di avere incontrato Legnini e che avevamo entrambi un giudizio negativo su Woodcock, ma non è vero. Quella uscita sui giornali era una bugia, molto probabilmente l’intercettato era Legnini. D’altra parte perché avrebbero dovuto intercettare me, che non ero indagato?”. Quanto poi alla chiacchierata con Legnini e agli effetti prodotti sul caso Woodcock, Cirino Pomicino effettua un’analisi lucida e tagliente di quella situazione: “Questo è il terzo potere dello Stato in via di distruzione. In Italia i tre poteri – quello esecutivo, quello legislativo e quello giudiziario – stanno messi tutti molto male e sono solcati profondamente da contrasti e da fratture. Uno Stato che ha i suoi tre poteri in queste condizioni è uno Stato che lentamente declina, come purtroppo vediamo ogni giorno e in ogni situazione”.

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