“Papa potrebbe scrivere un’enciclica sull’IA”/ Padre Benanti: “Senza le giuste regole può diventare un’arma”

- Lorenzo Drigo

Padre Paolo Benanti ritiene che in futuro Papa Francesco potrebbe lavorare ad un'enciclica sull'IA: una della grandi sfide moderne, con un potenziale enorme per aiutare gli esseri umani

padre benanti 2024 yt 640x300 Padre Benanti, screen dal canale Youtube Tedxtalk

Tra le persone più informate sulle intenzioni di Papa Francesco c’è sicuramente Padre Paolo Benanti, teologo ed etico della tecnologia, ma anche consigliere personale del Pontefice e presidente della commissione sull’IA (l’intelligenza artificiale) istituita dal governo: ed è proprio lui a parlare di questi temi in una recente intervista rilasciata per il quotidiano Il Tempo. Il punto di partenza (quasi naturalmente) è l’eccezionale ed unica fino ad ora presenza del Papa al G7 a guida italiana, nel corso del quale Padre Benanti ricorda che si affronterà proprio il tema dell’IA in un “incontro tra un’organizzazione millenaria, la Chiesa, e una materia così giovane” come le nuove tecnologie.

Queste ultime, infatti, secondo il teologo francescano stanno mostrando “il [loro] lato più ambiguo” ed ora più che mai è necessaria “la sapienza umana di cui la Chiesa è sempre stata interprete”. Imbeccato sull’ipotesi che il Papa potrebbe pensare di redigere la prossima (o una delle prossime) enciclica proprio sul tema dell’IA, padre Benanti ricorda che “Papa Francesco cita l’intelligenza artificiale nei suoi discorsi almeno dal 2019“, e fermo restando che in passato la Chiesa “ha fecondato tante altre questioni di enorme portata”, è probabile che il Potefice possa muoversi in quella direzione.

Padre Paolo Benanti: “L’IA potrebbe essere un’ottima risorsa”

Oltre all’aspetto ecclesiastico e papale del tema dell’IA, nella sua intervista il teologo ha anche affrontato la sfida che sta portando a termine con la Commissione governativa, che solo pochi giorni fa ha redatto il primo disegno di legge in materia. “Una base fondativa e valoriale”, spiega Padre Benanti, “che mette al centro l’uomo” con il duplice scopo di “proteggere l’umano e cercare i benefici mitigando i rischi” anche grazie a solide “fondamenta penali”.

Soffermandosi sulle opportunità che la nuova (spaventosa, almeno per molti) tecnologia prospetta nel futuro dell’umanità, il teologo precisa che in nessuna caso le IA sostituiranno gli uomini sul lavoro, ma è anche vero che possono diventare un’ottima risorsa. Potrebbero, per esempio, “aiutare ad alleggerire le prestazioni del ssn“, secondo Padre Benanti, “senza incidere sul numero di medici, ma dando loro la possibilità di fare di più e meglio”. Similmente, alcuni scenari di sostituzione dell’uomo non sono così tanto negativi, perché l’IA potrebbe assolvere senza problemi ai “lavori che espongono le persone a gas particolari e micro polveri“. Comunque, secondo Padre Benanti “è chiaro che se andremmo incontro a situazioni deleterie se affidiamo all’algoritmo scelte, senza appello, sugli uomini”, perché in questo caso potrebbe facilmente diventare “un’arma“.





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