PEDOFILIA, DON EMANUELE TEMPESTA ARRESTATO A MILANO/ I fedeli: “Siamo sconvolti”

- Niccolò Magnani

Milano, don Emanuele Tempesta arrestato con l’accusa di pedofilia su minori nelle parrocchie di Busto Garolfo: incredulità in paese e tra i fedeli

luca bernardo
Duomo di Milano (LaPresse)

L’arresto con l’accusa di pedofilia di don Emanuele Tempesta, parroco di Busto Garolfo, ha generato incredulità in paese e fra i suoi parrocchiani, tanto che nelle vie e nelle piazze della cittadina non si parla d’altro. A raccogliere alcune testimonianze è stato “Il Corriere della Sera”, sulle cui colonne trovano spazio le parole degli abitanti locali, i quali sottolineano come il sacerdote fosse sempre attorniato da bambini e ragazzini, organizzando per loro le attività degli oratori maschile e femminile, pandemia permettendo.

Nessuno riesce a crederci: si passa dal “siamo allibiti” al “non sospettavamo nulla”, fino al più tradizionale “siamo sconvolti”. Secondo la Procura di Busto Arsizio, che ha avviato l’inchiesta, gli abusi sessuali su minori sarebbero stati compiuti tra il febbraio 2020 e il maggio 2021: “In quel periodo don Tempesta era già attivo in paese da qualche tempo – ha dichiarato il sindaco, Susanna Biondi –. Non solo non mi sarei mai aspettata una cosa simile, ma nessuno mi ha mai riferito di situazioni o comportamenti sospetti. Mai nessuna segnalazione, niente. Se giungeranno conferme alle accuse, aprirò in Comune uno sportello di ascolto e supporto psicologico per le vittime”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

ARRESTATO DON EMANUELE TEMPESTA PER PEDOFILIA

È stato arrestato a Milano un prete della Diocesi, don Emanuele Tempesta, con l’accusa gravissima di abusi pedofili su alcuni minori della sua parrocchia in provincia. La notizia viene data dal Corriere della Sera e confermata dalla stessa Arcidiocesi di Milano: dalle prime informazioni raccolte – la nota dell’Arcivescovado, che trovate qui sotto, afferma di non aver ancora avuto informazioni ufficiali da parte dell’autorità giudiziaria – nella giornata di ieri il prete ambrosiano responsabile di due parecchie a Busto Garolfo (Santa Geltrude e dei Santi Salvatore e Margherita) è stato posto agli arresti domiciliari.

«Don Emanuele Tempesta è accusato di abusi sessuali su minori compiuti nel periodo che va dal febbraio 2020 al maggio 2021», spiega la Diocesi di Milano. Don Emanuele è nato nel 1992 a Rho e dopo l’ordinanza sacerdotale nel 2019 ha ricevuto l’incarico di Vicario parrocchiale a Busto Garolfo, alle porte di Milano: non è ancora dato sapere quali e quante siano le accuse di abusi pedofili subiti e in che contesto siano avvenute, di certo nei prossimi giorni le autorità provvederanno a rendere note le circostanze del presunto dramma.

PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA, LA NOTA DELLA DIOCESI DI MILANO

«La Diocesi di Milano prende atto con stupore e dolore di questa notizia e si impegna sin da subito ad approfondire i fatti, applicando le indicazioni del diritto universale della Chiesa e della Cei e a seguire le indicazioni che le verranno date dalla Santa Sede», si legge nel comunicato apparso sul sito ufficiale “Chiesa di Milano”. Dai collaboratori dell’Arcivescovo Mario Delpini si assicura «la più completa disponibilità alla collaborazione con l’autorità giudiziaria per accertare la verità dei fatti, la Diocesi desidera altresì precisare che non è mai giunta alla Curia, al Vicario di zona e al parroco alcuna segnalazione relativa ai fatti oggetto dell’indagine». In prima persona l’Arcivescovo esprime la propria vicinanza alle comunità parrocchiali di Busto Garolfo e in particolare anche a tutti i soggetti «in vario modo coinvolti nella vicenda». La Diocesi di Milano ribadisce infine il suo impegno nella tutela dei minori in ogni iniziativa pastorale, tanto oggi come ieri: dal 23 novembre 2019, ricorda la Curia milanese, «è stato costituito il “Referente diocesano per la tutela dei minori” che, seguendo adeguate modalità di contatto, ha la finalità di accogliere le segnalazioni relative a presunti abusi su minori e di raccogliere gli elementi per una prima valutazione dell’Ordinario».



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