Pedro Sanchez: “Israele non rispetta diritti umani”/ “Uccisi troppi civili e bambini”

- Valentina Simonetti

Il premier spagnolo Pedro Sanchez torna a condannare Israele per le operazioni nella Striscia di Gaza, in tv ha dichiarato: "Ho dubbi sul rispetto del diritto umanitario internazionale"

Sanchez in Parlamento Spagna Pedro Sánchez (LaPresse)

Il premier spagnolo Sanchez è tornato ad accusare Israele di non rispettare i diritti umani e le leggi internazionali perchè ha ucciso troppi civili e bambini nelle operazioni di guerra a Gaza. Una nuova dichiarazione, stavolta rilasciata all’emittente tv di stato TVE, che ha contribuito ulteriormente ad alimentare le tensioni tra i due paesi, tanto che l’ambasciatore israeliano in Spagna è stato richiamato per una consultazione con il ministro degli esteri Eli Cohen. Sanchez ha aggiunto alle sue osservazioni inoltre che, la situazione è confermata dalle immagini chre arrivano, e che mostrano ogni giorno un grande numero di bambini che muore a causa dei bombardamenti.

Ripetendo ancora una volta che l’operazione militare compiuta nella striscia di Gaza è inaccettabile, invitando quindi nuovamente a dare garanzie sul fatto che in futuro non verranno mai più compiute azioni simili. Il primo ministro ha infatti affermato in Tv: “Con le riprese che stiamo vedendo e il numero crescente di bambini che muoiono, ho seri dubbi che Israele rispetti il diritto internazionale umanitario.”

Sanchez: “Troppi civili uccisi, ho dubbi sul fatto che Israele rispetti il diritto umanitario internazionale”

la nuova dichiarazione di Pedro Sanchez, primo ministro spagnolo, in merito a Israele e alla mancato rispetto dei diritti umani, rischia di far scoppiare una nuova crisi diplomatica. Già in precedenza infatti da Tel Aviv erano arrivate reazioni contrariate in risposta all’atteggiamento del premier, considerato “A sostegno dei terroristi“. La stessa polemica era scattata anche in merito alle affermazioni del Primo Ministro Belga Alexander de Croo, che aveva fatto commenti molto simili sulle uccisioni di civili, chiedendo di fare di più per prevenire le vittime, e uno stop ai bombardamenti anche dopo la tregua.

Il Ministro degli Esteri Cohen ha annunciato la convocazione degli ambasciatori dei rispettivi paesi, e ha colto l’occasione per rispondere pubblicamente ai due premier dicendo chiaramente che “Le operazioni nella striscia di Gaza continueranno non appena terminerà il periodo di tregua previsto“.





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