“Pericolo epidemia di tifo o epatite A a Mariupol”/ Galli: “Colera? No, difficile”

- Alessandro Nidi

Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale “Sacco” di Milano, ha asserito: “Non mi aspetto un’epidemia di colera troppo facilmente”

massimo galli
Professor Massimo Galli, direttore rianimazione Ospedale Sacco Milano (LaPresse, 2020)

Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale “Sacco” di Milano, è intervenuto ai microfoni dell’agenzia di stampa nazionale Adnkronos Salute commentando l’allarme lanciato dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) per il rischio di focolai di colera a Mariupol in Ucraina, nazione in cui si sta combattendo una guerra dallo scorso 24 febbraio.

L’esperto tende a escludere tale eventualità e, in tal senso, ha asserito: “Penso che come prima scelta di una possibile malattia ci sta di più il tifo. Il colera si manifesta difficilmente in un’area così temperata o fredda, diciamo che qualcuno ce lo deve portare. In Yemen c’è stato un problema con la guerra, visto che avevano distrutto gli impianti idrici. Quindi immagino più il rischio per le altre malattie trasmissibili per via oro-fecale, tipo epatite A o tifo”.

MASSIMO GALLI: “IN UCRAINA SI ERA PARLATO DI POLIOMIELITE, VISTE LE BASSE VACCINAZIONI”

Nel prosieguo del suo intervento sulle colonne dell’agenzia Adnkronos Salute, il professor Massimo Galli ha voluto aggiungere che in landa ucraina “si era parlato più di poliomielite, viste le basse vaccinazioni. Secondo me dall’Organizzazione mondiale della sanità è arrivato un segnale di stare attenti, ma non mi aspetto un’epidemia di colera così facilmente”.

A proposito dell’allarme Oms, rammentiamo che a lanciarlo è stata la direttrice regionale per le emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità Dorit Nitsan, le cui affermazioni sono state riprese direttamente dall’agenzia ucraina Unian. Quali sono state? Eccole di seguito: “Riceviamo informazioni da organizzazioni non governative che le acque reflue sono mescolate con l’acqua potabile. Questo minaccia la diffusione di molte malattie, in particolare il colera. Ci stiamo preparando con una campagna di vaccinazione”.






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