Peste Suina in barrette cinesi illegali/ Beduschi, Lombardia: “Fatto gravissimo, potrebbero creare epidemia”

- Davide Giancristofaro Alberti

Peste Suina in barrette cinesi illegali scoperta lo scorso 16 gennaio: il commento dell'assessore di regione Lombardia, Alessandro Beduschi. Le sue parole

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Si torna a parlare di peste suina in Lombardia, ed è stato in particolare l’assessore dall’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, a soffermarsi sulle ultime notizie che narrano di prodotti alimentari che sono stati importati in maniera illegale dalla Cina e che sono risultati essere positivi alla PSA-Peste Suina Africana dopo una serie di controlli. “Quanto sta emergendo – ha dichiarato Beduschi, come si legge su Lombardianotizie.online – è gravissimo per due motivi. Da un lato vengono infatti offerti come ‘vegani’ snack di origine cinese che invece contengono carne di pollo e maiale, quindi truffando i consumatori. Dall’altro queste carni potrebbero aver innescato l’epidemia di PSA in Italia, rischiando di mettere in ginocchio il nostro settore agroalimentare“. L’accertamento circa la presenza di Peste Suina è stata data lo scorso 16 gennaio presso la Commissione Agricoltura della Camera, da parte del Commissario straordinario del Governo per il contrasto alla Peste Suina Africana (PSA), Vincenzo Caputo.

L’infezione era stata rinvenuta dall’Asl di Napoli, ben 11 positività alla PSA in 22 diversi campioni di barrette con dei prodotti disidratati che sono stati dichiarati vegetali ma che contenevano invece carne suina. “L’Italia – ha continuato l’assessore Beduschi – non può più accettare mancanza di reciprocità su ogni cosa, a partire dai controlli su merci in arrivo da Paesi non trasparenti. E per fortuna ora c’è una politica diversa che ha coraggio di cercare e denunciare questi fatti. Mentre il cibo italiano e lombardo è il più controllato d’Europa e sottoposto a regole rigidissime, in ogni ambito importiamo merci prodotte senza analoghe attenzioni”.

PESTE SUINA IN BARRETTE CINESI ILLEGALI, BEDUSCHI: “SI RISCHIANO MILIARDI DI DANNI”

“Così – prosegue – si scopre che basta manomettere un’etichetta tradotta dal cinese per causare danni a una filiera che vale miliardi di euro. Una realtà che in Lombardia, dalla scorsa estate, ha corso infatti un rischio gravissimo con l’ingresso del virus negli allevamenti della provincia di Pavia“.

Secondo l’assessore di Regione Lombardia, le istituzioni devono supportare gli allevatori con la prevenzione ma anche ristorando i danni dovuti a blocchi commerciali “E nelle prossime settimane – ha concluso l’assessore – ne daremo prova attivando le procedure per indennizzare le aziende pavesi con i fondi messi a disposizione dal MASAF. Ma se c’è chi aggredisce i nostri mercati non rispettando le regole tutti i nostri sforzi saranno vani. Oggi vale per la filiera suinicola, domani per chi?”.







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