Piero Pischedda, come è morto?/ L’ex chitarrista dei Collage si è spento nel 2019

- Elisa Porcelluzzi

Piero Pischedda, storico chitarrista solista dei Collage, è morto a Olbia nell’agosto 2019. Il musicista, che ha fatto parte del gruppo musicale sardo per 20 anni, si è spento all’età di 63 anni.

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Collage (Wikipedia)

Piero Pischedda, il chitarrista dei Collage morto nel 2019

Piero Pischedda, storico chitarrista dei Collage, è morto a Olbia il 14 agosto 2019, all’età di 63 anni. I Collage, formatosi a Olbia negli anni ’70, hanno vinto il Festival di Castrocaro nel 1976 con “Due ragazzi nel sole” ed è arrivato secondo al Festival di Sanremo del 1977 con “Tu mi rubi l’anima”. I suoi componenti storici (fino al 2000) erano Piero Pischedda, Masino Usai, Pino Ambrosio, Tore Fazzi e Piero Fazzi. “Addio Piero Pischedda, grande chitarrista. Abbiamo passato insieme i primi splendidi anni della nostra carriera, comprato insieme la nostra prima moto e condiviso grandi esperienze. R.I.P.”, ha scritto Tore Fazzi ricordando il vecchio compagno di avventura. Intervistato da Olbia Nova, la voce dei Collage ha ricordato così Pischedda: “È stato il mio primo grande amico soprattutto i primi anni del nostro gruppo. Lui ed io eravamo i più piccoli ed eravamo sempre insieme. Ricordo che per andare al mare avevamo comprato una moto in due. L’avevamo presa con 20 mila lire: 10 mila a testa! Era un catorcio ma per noi era la felicità”.

Piero Pischedda, il ricordo di Tore Fazzi e Paoluccio Masala

Classe 1956, Piero Pischedda aveva fatto parte dei Collage per vent’anni dal 1971 al 1991: “Anche se le nostre strade ad un certo punto si sono divise il mio ricordo delle cose bellissime vissute insieme lo porterò sempre con me. Il suo tocco magico sulla chitarra e la sua umanità non potrò mai dimenticarli”, ha concluso Tore Fazzi. Anche Paoluccio Masala, manager e tuttofare della band, ha ricordato con affetto il chitarrista sulle pagine di Olbia Nova: “Piero è sempre stato molto avanti nel gruppo. Un elemento fondamentale. Sul palco si distingueva perché è sempre stato un personaggio. I suoi capelli lunghi, i baffi, la sua chitarra erano un tutt’uno. Aveva un grande talento come musicista e dal vivo dava il meglio di sé”. Il manager ha ricordato l’umiltà di Pischedda, che ha definito un perfezionista.







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