Piscine vietate per la siccità/ Francia protesta “Sono 0,15% consumo acqua nazionale”

- Lorenzo Drigo

Piscine vietate nel sud della Francia a causa della siccità. Le associazioni di settore insorgono, sottolineando che sono appena lo 0,15% del consumo idrico nazionale

Hotel Piscina Cliente Pixabay1280 640x300 Foto di Engin Akyurt da Pixabay

In Francia questa estate, a causa del rischio siccità sempre più grave, le piscine private potrebbero essere presto vietate. Solamente il 5 maggio, infatti, il ministro francese per la transizione ecologica, Christophe Béchu, in una dichiarazione pubblica ha spiegato che acquistare, in questo momento storico, una piscina “è contrario al buon senso“, e la regione di Pyrénées-Orientales avrebbe risposto emanando una legge che ne vieta la vendita.

Attualmente, le piscine sono vietate in tutti i nove comuni del Pays de Fayence, almeno fino al 2028, mentre ad Elne e Brando è stata imposta una moratoria che ne impedisce la costruzione fino a nuova rettifica del regolamento, ed infine Bretagne e Saint-Malo starebbero valutando la questione. Una scelta motivata, appunto, dall’evidente consumo idrico che rappresentano, in un periodo in cui le temperature crescono rapidamente, spingendo sempre più cittadini a munirsi di piscine private. L’11 maggio, racconta il quotidiano Le Parisien, in tutta Francia erano circa 3,4 milioni, corrispondenti a circa 1 ogni 20 cittadini, mentre nel 2020 erano circa 1 milione in meno.

Piscine vietate in Francia: scattano le proteste

Sulla decisione di vietare le piscine, come spesso accade in questi casi, sono subito sorte una serie di proteste da parte tanto dei cittadini, quanto delle associazioni di settore. I cittadini, infatti, vedono nella piscina domestica una possibilità per resistere alle eccessive temperature estive, che in Francia toccano spesso i picchi massimi registrati in tutta Europa, e talvolta faticano a calare sotto i 30 gradi anche durante le notti.

D’altro canto, invece, le associazioni lamentano il fatto che vietare le piscine causerà enormi danni al settore, in un periodo in cui, peraltro, gli affari potrebbero salire. La condanna più ferma ed accesa alla norma arriva dalla Fédération des professionnels de la piscine, che è a grandi linee un sindacato degli operatori del settore, che vede come “denigratoria” la condanna da parte delle istituzioni. Secondo loro, infatti, il consumo idrico causato dalle piscine di tutta la Franca rappresenta appena lo 0,15% del totale nazionale, decisamente irrisorio e pari, per esempio, al consumo di una lavatrice in una famiglia di 4 persone.







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